Le parole vi ingannano

«Non provo alcun piacere ad essere un «grande» scrittore, ancor meno un «grande» uomo. Mi imbarazza e mi pone in una falsa luce. Voglio andarmene in veste da camera e mutande ed essere considerato scrittore che dà scandalo, il che non mi imbarazza affatto.»

[Johan August Strindberg intorno allo scrittore August Strindberg]

di Jean Rabe

Ci sono autori che, pure a distanza di secoli, continuano ad essere tralasciati, nonostante una riconosciuta e indiscussa «grandezza» delle loro opere, come nel caso di Strindberg (1849-1912), scrittore ma anche giornalista, fotografo, pittore d’avanguardia, commediografo e quant’altro. A causa della sua rivolta anticonformista e lo schierarsi dalla parte delle classi sfruttate gli fu negato il premio Nobel nonostante fosse all’epoca ritenuto come il più importante drammaturgo e letterato in lingua svedese.

Il primo “scandalo” fu provocato nel 1884 da Sposarsi, una raccolta di dodici racconti contro l’istituto del matrimonio, ritenuto la causa dell’infelicità di entrambi i sessi, tale da indignare persino il ministro socialdemocratico Karl Hjalmar Branting che ne sollecitò la proibizione e l’incriminazione.
Il sequestro del libro, appena quattro giorni dopo l’uscita, con l’accusa pretestuosa di blasfemia, suscitò però le proteste della stampa contro la riesumazione di un vecchio articolo di legge da parte di un ministro della giustizia considerato liberale.
Rientrando dalla Svizzera, per affrontare la legge, alla stazione di Stoccolma l’autore de La camera rossa trovò ad accoglierlo una folla di amici, scrittori e lavoratori; dopo le prime cinque udienze del processo fu chiaro che l’opinione pubblica lo sosteneva al punto da minacciare sommosse in caso di una condanna e quindi si preferì assolverlo.

Due anni dopo, nel 1886, Strindberg giunse ad un impegno politico più deciso dichiarando all’amico Isidor Kjelleberg: “Il mio programma è eliminare la classe superiore! Poi si vedrà!” e rimase fedele alla causa delle lotte operaie e contadine, sostenendo la Gioventù Rossa contro i vertici socialdemocratici svedesi alla vigilia del Primo conflitto mondiale.
Tale dedizione ebbe il dovuto riscontro popolare tanto che, in occasione dell’ultimo compleanno, migliaia di lavoratori con fiaccole e bandiere rosse si radunarono sotto casa per salutarlo e successivamente, al suo funerale tenutosi a Stoccolma, venne accompagnato da un lungo corteo di proletari che lo consideravano uno della loro classe.
Probabilmente questo riconoscimento – così come l’avversione borghese – gli derivava dal suo scritto più sovversivo: il Piccolo catechismo per la classe inferiore.

Un testo dentro cui è possibile ancora oggi trovarvi più di un motivo d’interesse, basti pensare alla critica del “macchinismo”, del lavoro e del mito positivista della scienza: “Branting mi sembra già un automa socialista e un dogmatico. Il suo programma è fatto. Avanti, verso la società industriale collettivo-capitalista, con uomini infelici nelle miniere e nelle fabbriche, privati delle essenziali condizioni materiali, luce e aria, cui non possono né vogliono rinunciare nemmeno esistenze elementari come le piante. Avanti-sette volte peggio-verso la putrefazione!”.

La parte più interessante ed efficace del testo sono, in particolare, Le risposte delle classi inferiori ai più importanti luoghi comuni delle classi superiori, tra le quali una delle migliori è quella che segue:

Frase 7ª:
Distruggere, sì, è facile, ma voi che cosa costruite?

Risposta:
In primo luogo non è affatto facile distruggere le vostre costruzioni che avete avuto duemila anni di tempo per erigere indisturbatamente. Sapete che cosa si è dovuto fare per abbattere il campanile della chiesa di Linköping? Sì, si è dovuto farlo saltare con … la … ehm!… dinamite! In secondo luogo mi ricordo di un articolo assai strano sulle demolizioni che si trova in un vecchio codice delle leggi sull’edilizia. Legge sull’edilizia, Capitolo 2°, Paragrafo II: «Se qualcuno costruisce qualcosa a danno di un altro, questi può abbatterla dopo averlo diffidato». Così se voi non volete distruggere, avremo noi il buon diritto di provvedere!

In altre parole, un ancora utile e ironico manuale di distruzioni per l’uso, comprendente anche la contestazione della più banale delle obiezioni possibili.

Frase 1290:
Parli per frasi fatte!

Risposta:
Parli per frasi fatte!

(continua per l’eternità)

 

August Strindbeg, Le parole vi inganno. Un libro di lettura per le classi subalterne, a cura di Jan Myrdal, Bologna-Firenze, Guaraldi, 1971

Altre edizioni:

– Piccolo catechismo a uso della classe inferiore, La Spiga Meravigli, 1994

Piccolo catechismo a uso della classe inferiore, Guanda, 1989, 1998

Se la classe inferiore sapesse…, Edizioni dell’asino, 2011

Petit catéchisme à l’usage de la classe inférieure, Actes Sud Littérature, 2017

 

Jean Rabe, tipo poco raccomandabile e frequentatore di bassifondi librari.

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