I fantasmi dell’Impero

«Ci si perdeva su quel fiume come ci si perde in un deserto, e si cozzava tutto il giorno contro bassifondi… E quella quiete animata non somigliava in nulla e per nulla a una pace. Era la quiete di una forza implacabile che covava un proposito imperscrutabile. Ti guardava con un aspetto vendicativo.»  J.Conrad

di  emmerre

Inevitabile iniziare con questa citazione tratta da Cuore di tenebra. Appena dopo poco pagine l’analogia della narrazione ha evocato l’inquietante viaggio conradiano, riproposto in modo mirabile anche nel film Apocalypse now.
La suggestione ha trovato successiva conferma nel risvolto di copertina con la dichiarata allusione al viaggio nel cuore di tenebra del colonialismo italiano. E di questo si tratta.

Non sono molti i romanzi d’ambientazione coloniale e ancor meno i romanzi storici che si ricollegano ai saggi di Angelo Del Boca, Nicola Labanca e Matteo Dominioni in cui il mito degli italiani-brava gente è stato opportunamente messo a nudo in tutta la sua crudezza.

In Libia come in Abissinia, in Somalia come in Albania, la civilizzazione e la conversione cattolica di popolazioni ritenute selvagge, vide il consumarsi di crimini che, seppure tardivamente, oggi la retorica tricolore non riesce più a nascondere.
Crimini contro l’umanità che pur essendo ormai verità storica non trovano un adeguato riscontro nella coscienza collettiva; eppure il debito e le colpe contratte dal colonialismo italiano in Africa restano incalcolabili, così come le dimensioni dei genocidi e l’entità dei saccheggi compiuti a spese di popolazioni che certo non ebbero mai a dichiarare guerra all’Italia.

Emblematico di tale falsa coscienza rimane, tra l’altro, l’atteggiamento del celebrato Indro Montanelli – allora baldanzoso volontario – che, oltre a non voler ammettere l’impiego dei gas da parte degli italiani contro i patrioti e civili abissini, si autoassolse per aver comprato per 350 lire una “moglie bambina” dodicenne, definita da lui stesso come un “docile animalino”.
D’altronde – come ha messo in evidenza Nicoletta Poidimani nelle sue ricerche – la connessione tra sessismo e razzismo era e resta assai stretta.

Gli episodi, quasi tutti documentati, che fanno parte del racconto, leggibile anche come una detective-story, rientrano quindi coerentemente dentro tale contesto, evidenziando le figure funeste   degli alti gradi del regime fascista e del regio esercito quali i generali Graziani e Badoglio.
La trama avvince e i personaggi appaiono più che veritieri, così come le ambientazioni, comprese alcune che fotografano la Firenze dell’epoca.

Di particolare suggestione l’incalzante descrizione della principale battaglia e della sconfitta italiana, ma non meno lacerante è il conflitto che attraversa uno dei protagonisti, il generale Vincenzo Bernardi della giustizia militare, che sulle tracce di un’inchiesta paradossale prenderà atto come

«Tra la verità storica, i fatti realmente accaduti, e quella processuale, quella che si può accertare attraverso le prove, in un processo, secondo certe regole, io… Io ho sempre preferito la prima, eccome se l’ho preferita..ma ora mi diventa chiaro che l’unica verità possibile è quella relativa, umana, imperfetta. La verità assoluta, in nome della quale tante volte abbiamo ucciso, è inaccertabile e inaccettabile.»

 

Marco Cosentino, Domenico Dodaro, Luigi Panella, I fantasmi dell’Impero, Palermo, Sellerio, 2017, pp. 546, con foto,  Euro 15,00

 

Informazioni su Collaboratori di Aspettando il caffè

libri & sconfinamenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: