La Banda dello Zoppo

«L’interessante è questo, qui adesso non fa mai notte, solo dalla mezzanotte alla una fa buio, però ce sempre l’albore come allo spuntar dell’alba da noi.»
(Oscar Scarselli alla sorella Ida, da Jaroslavl, 1935)

di Maurizio Rafanelli 

Storie dei fratelli Scarselli e della Banda dello Zoppo nel racconto dei protagonisti e della stampa dell’epoca.

Storie che i tre curatori ci presentano con ricostruzioni e documentazioni affatto diverse a dipingere un affresco di una generazione e di una famiglia che pur in “breve” tempo ha affrontato ogni tipo di tragica vicissitudine: soprusi, violenze, carcerazioni e torture, evasioni rocambolesche (pensando al Mastio di Volterra, uso qui volentieri questo termine) fino all’esilio lontano dai propri cari e dai compagni, sui quali si sarebbero riversate le vessazioni dei fascisti e delle istituzioni.

All’inizio dell’anno 1921 il cosiddetto “biennio rosso” cede velocemente il passo alla montante canea squadrista. Le – due per comodità – Toscane, che pure avevano visto qualche successo delle lotte mezzadrili, si affrontano e si scontrano.  Il 27 febbraio in Firenze viene assassinato Spartaco Lavagnini. La notizia vola insieme alle voci confuse e allarmanti sulle attività dei fascisti. L’indomani, a Certaldo è giorno di mercato.

Ida Scarselli (da: Dizionario biografico degli anarchici italiani, BFS Edizioni)

“I fatti della fiera” sono un turbinio di fatti iniziati con un litigio per questioni personali al quale si frappone uno dei giovani fratelli Scarselli, anarchico, e presto vi partecipa l’intera piazza, fino all’intervento di due carabinieri troppo ligi alla consegna di sedare qualsiasi tumulto.

«I fratelli Scarselli (…) non avevano l’intenzione di prendere le armi e darsi alla macchia, ma vi furono costretti per salvare la vita di fronte alla sicura vendetta fascista e non ebbero il tempo di costituire un fronte comune di resistenza con i comunisti della Valdelsa e del Volterrano (…) I fratelli Scarselli e i loro compagni non furono rivoluzionari, piuttosto, furono uomini in rivolta. (…) una ribellione per non venir meno a uno sconfinato desiderio di giustizia.»

Storie di fame e solitudine nei lunghi mesi di latitanza, le rapine e i sequestri per assicurarsi la sussistenza, ma anche l’aiuto ricevuto in tanti casolari dove sono accolti mentre le cronache ufficiali del tempo descrivono la banda con toni che evocano i briganti del recente passato.

Oscar Scarselli (da: Dizionario biografico degli anarchici italiani, BFS Edizioni)

Il libro si presenta in sei capitoli. Nel primo, Marco Capecchi, certaldese di nascita, ripercorre le cronache, nascita, gesta e destini della banda (detta volgarmente “dello zoppo” a causa della poliomielite che aveva colpito uno dei fratelli). Angelo Pagliaro, che si era già occupato di loro con La Famiglia Scarselli nel 2012, analizza, nel secondo capitolo la versione dei fatti data a suo tempo da Tito Scarselli, e nel sesto il ruolo della stampa dell’epoca. Fabrizio Poggi, nipote di un altro dei protagonisti dei “fatti della fiera”, traduce dal russo nel terzo e quarto capitolo la biografia di Tito Scarselli e quella resa da un suo compagno nella Crimea sovietica dove Tito si trova col fratello Oscar e altri antifascisti nel 1931; inoltre Poggi ci rende con efficacia  nel quinto capitolo il quadro socio-economico della campagna toscana negli anni Venti.

Un libro che ben illustra non solo l’odiosa cancrena di sfruttatori e padroni protetti dalle efferate crudeltà di cui erano capaci carabinieri, fascisti e carcerieri ma anche una Toscana altra, sognatrice e solidale, decisa e ribelle

 

«È verosimile, dunque, che oltre a sostenere delle lotte contro i sovversivi, la sollecitudine nella ricerca degli anarchici abbia caratterizzato il Fascismo certaldese in quanto carica di quel rancore che distingue i conflitti tra conoscenti rispetto ai conflitti tra estranei.»

Come si può essere a vent’anni. E con i loro compagni e parenti, quel giorno di mercato, nella famiglia Scarselli il più grande aveva ventinove anni, la minore quindici.

 

Angelo Pagliaro, Marco Capecchi, Fabrizio Poggi, La Banda dello Zoppo. Storie di resistenza armata al fascismo, Coessenza, 2016

 

Nota: Questa recensione è apparsa su Kronstadt Foglio Anarchico, Inverno 2016-2017.
Le foto sono tratte dal “Dizionario biografico degli anarchici italiani, BFS Edizioni. A questi link è possibile vedere le foto e leggere le biografie di Ida e Oscar.

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libri & sconfinamenti

  1. Il Biennio Rosso è stato glorioso ma ha rafforzato la violenza fascista (non per colpa dei compagni certo) perchè la forte propaganda di “ordine e benessere” era già a livelli avanzati e la gente comune non schierata, vedeva i rivoluzionari italiani (comunisti e anarchici) come terroristi o peggio.
    Tanti non le sanno ste cose, l’Antifascismo non deve di certo morire.

    Parole di nipote di Partigiani 😉

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    • Ciao e grazie per il tuo commento.
      Mi dispiace ma non condivido molto questo tuo punto di vista sul Biennio Rosso “colpevole” di aver rafforzato i fascisti e credo che le parole di “Uno della strada” possano ben sintetizzato anche il mio pensiero.
      Tra l’altro, “Uno della strada” ci rammenta anche di quali appoggi godettero i fascisti. Ecco, anche questo forse tanta gente non lo sa, o forse se l’è scordato.
      A presto

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      • Non hai capito mi sa e non mi hai riconosciuto. Sono Ade, hai sempre avuto grande stima di quello che scrivevo sul vecchio blog 😉
        Ricordati che so nipote di Partigiani, dunque non sparo cazzate 😀
        Non ho scritto quella frase nel senso che è colpa dei compagni, assolutamente no. Il punto è che la Rivoluzione fa paura (non solo ai potenti) e quindi diventa un motivo per aumentare le reazioni. Ho letto l’altro commento ma ha scritto ovvietà, roba che ogni compagno conosce… 😀
        Il Fascismo si basa su l’ignoranza, ha creato una propaganda capace di ammaliare tante persone facendo credere che quel tipo di politica fosse la vera Rivoluzione e non magari i Soviet del 1917.

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        • Ciao Ade,
          ma certo che ti avevo riconosciuto, ho visto anche il tuo nuovo blog!
          Ho capito anche il senso del tuo commento, ma francamente additare il Biennio Rosso come una delle cause del rafforzamento dei fascisti mi pare un po’ troppo… ben altri sono gli appoggi di cui hanno goduto e tu lo sai anche meglio di me. In Toscana potrei citarti molti luoghi in cui è stato necessario l’intervento dei militari a dar manforte ai fascisti.
          Credo anche che ritenere che comunisti e anarchici fossero visti dalla “gente comune” come terroristi sia eccessivo e non del tutto vero. Spesso vivevano fianco a fianco nei medesimi quartieri popolari e ritengo che la rete di solidarietà fosse anche piuttosto stretta.
          Stammi bene 🙂

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          • Non ci siamo nemmeno adesso, io so comunista dunque non dico le cose a caso. Intendo che l’ignoranza ha distrutto la coscienza rivoluzionaria di molti.
            Come ti spieghi che tanti proletari poi appoggiano Mussolini rinnegando la Sinistra? Il Fascismo fu dittatura di massa, purtroppo. Io vengo da famiglie proletarie (mai piegate al Fascismo), credimi che non dico cazzate 😉
            La violenza reazionaria si è rafforzata col Bienno Rosso ma non significa che è colpa dei compagni…. il Nazi-Fascismo ha mostrato il vero carattere delle classi borghesi, per il fatto che erano spaventate dal “pericolo” comunista.
            Io sono toscano e siciliano, di cosa stiamo parlando?
            L’importante è ricordare che il maggior sforzo per l’Antifascismo fu della Sinistra, quella che pagò il prezzo più alto.
            Per il resto, occorre solo capire che il Fascismo è stato solo un’aberrazione. La causa è il sistema ma tanti non lo sanno. 😀
            Ti prego cerca di capire…

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          • In Italia la Rivoluzione non si è mai potuta fare purtroppo, tra l’altro. Non a caso in Italia c’è stato il Fascismo e non il Socialismo (con tutti i meriti dei vari Gramsci e company, certo… eroi nazionali).
            La Rivoluzione è stata sempre fatta in contesti assoluti (la Russia con lo Zar) e mai in contesti liberali. Di certo, persone illuminate come Marx avevano fatto ipotesi che le Rivoluzioni proletarie dovevano scoppiare nei Paesi liberali, cioè di Capitalismo ma se ciò non è avvenuto è perchè in uno Stato liberale bene o male mai avanti. Bisogna anche guardare la realtà.
            Stiamo parlando del passato, benchè questo non sia il migliore dei presenti, l’importante è essere positivi.
            Oggi soprattutto, si sente la mancanza di un solido Comunismo. Fascismo a parte, le conquiste del 1900 sono state tante… conquiste che oggi ci tolgono. Bisognerebbe pensare a questo.

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          • Ho scritto “la gente comune non schierata”, significa tutta quella gente che pensava solo con la pancia. Non erano nè proletari, nè altro… fu la mediocrità che è presente in una buona percentuale del nostro Popolo anche, a dare potere ai reazionari.
            Il Fascismo è adatto agli italiani medi infatti, non di certo ai veri italiani onesti e che pensano. Per quanto gli onesti all’epoca fossero tanti, c’era anche l’altra parte… altrimenti come ti spieghi poi tutto quel giustizialismo durante la gloriosa Resistenza (verso i collaborazionisti di regime)? 😀
            La Volante Rossa… ho detto tutto 🙂

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  2. Uno della strada

    Fu la sconfitta dell’Occupazione delle fabbriche, ossia la mancata rivoluzione sociale, a rafforzare la reazione; così come aveva previsto Errico Malatesta: “Se non andremo fino in fondo, alla sconfitta cioè della borghesia italiana, noi dovremo scontare a lacrime di sangue la paura che adesso noi facciamo alle classi dirigenti e possidenti”.
    Così, per paura dell’intentato, il peggio – come sempre – si fece strada.
    Ma senza l’appoggio dello stato, del padronato agrario e industriale, della monarchia, delle forze dell’ordine, della chiesa e della sinistra legalitaria, il fascismo si sarebbe rotto le ossa davanti a cento barricate, come a Parma.
    Quelle barricate che, come successe in S.Frediano e a Scandicci, furono abbattute a cannonate dall’esercito, perché gli squadristi non riuscivano a vincere la resistenza popolare autorganizzata.

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    • L’appoggio della mafia, delle banche, della finanza e dei poteri forti dove li metti?
      Tanti sindacalisti di Sinistra (compagni) del Sud vennero assassinati dai mafiosi, sotto il diretto ordine dei fascisti… per dirne una 😀
      I fascisti erano dei buffoni, solo che avevano aiuti ovunque… ecco perchè vinsero, purtroppo (il fetore lo senti tutt’ora).
      I social-democratici italiani, come anche in Germania prima del Nazismo, hanno spianato la strada (non solo loro certo) a quelle derive.

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    • I liberali soprattutto, ad eccezione di persone oneste come Gobetti (una delle tante vittime della violenza reazionaria), diedero il maggior contributo allo sviluppo del Fascismo. D’altronde l’anticomunismo è questo… merda pura!

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    • Ciao Uno della strada,
      grazie, condivido pienamente 🙂

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  3. Uno della strada

    Non ignoriamo l’ignoranSa che è in noi.

    Quindi qualche dato forse non guasta: nelle elezioni del 1921, nonostante le violenze squadriste, i fascisti raccolsero una miseria di voti (appena 29.549), contro 1.631.435 dei socialisti ufficiali, 304.719 del pcdi, 124.924 del partito repubblicano e 37.892 dei socialisti indipendenti. A questi si potrebbero sommare poi gli astensionisti rivoluzionari (soltanto l’Unione sindacale Italiana contava circa 500.00 iscritti).
    Per cui, la “grande paura” del Biennio rosso fu soprattutto delle classi dominanti.
    La differenza, a favore dei fascisti, la fece la violenza organizzata, armata, stipendiata e protetta dall’apparato statale (liberale). Cannoni, appunto, contro barricate e case del popolo.
    Poi, si sa, i manovali del padronato si fecero regime, il cui consenso fu un mix di corruzione morale e terrorismo, con indubbie “zone grigie”.
    Sorprende un po’ che un solido comunista parli di “veri italiani”, di “gente comune” e di “sistema”, invece che di classi: mica siamo nel blog di Grillo.
    Hasta…

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    • Come disse Gramsci a Farinacci, in un confronto ove c’era anche il Duce: “i vostri sono consensi ottenuti col bastone”

      Frase a parte, fa differenza dire “sistema” e “classi dominanti”? Non sarai mica un becero italiano medio come tanti al giorno d’oggi? 😀
      Non per offendere ma cazzo, ragiona! 😀
      Gente comune, si… i pezzenti, quelli che ci sono ancora oggi e che si ostinano a ragionare con la pancia e non con la testa. Non parlo mica del Proletariato rivoluzionario (ci vengo da quelle famiglie). 🙂
      Il Fascismo è un’idea, sbagliata certo ma pur sempre un’idea… per tanti è stata una passione, anche se per noi è tutto meno che una passione. I fascisti si erano mascherati bene (grazie al sistema), dicevano di combattere le banche ma in segreto venivano foraggiati proprio da quelle. La loro propaganda era fatta bene, anche se erano tutte stronzate. La Storia va analizzata secondo certi principi e non a caso, come fanno tanti. I conti col Nazi-Fascismo non sono stati ancora fatti al 100&, bisognerebbe pensare a questo. Tanti italiani di merda si sono scordati di Piazzale Loreto, purtroppo ma ciò non toglie è che ogni antifascista rappresenta la Storia di questo Paese… la parte giusta. Il vero italiano dovrebbe essere conto il Fascismo e contro la mafia. 🙂

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    • Guarda che l’ultimo Premier dell’Italia liberale, un certo Facta, si era mobilitato per stroncare il Fascismo ma il Re aveva tanto da guadagnare dai fascisti, dunque non si fece nulla.
      Che i fascisti fossero mezze seghe e buffoni (violenza a parte) è scontato ma non si possono negare i consensi di massa… come per Hitler in Germania, idem (anzi, peggio ancora).
      Il Fascismo esercitò un’ottima demagogia agli operai, facendo credere che quella era la vera Rivoluzione e non il Bolscevismo…
      Due “compagni” a caso, Nicola Bombacci (comunista) e Berto Ricci (anarchico), tradirono i loro ideali per il Fascismo…
      Non conosco la fine di Ricci ma Bombacci venne fucilato dai Partigiani, giustamente e appeso a Piazzale Loreto. 😀

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  4. Uno della strada

    Caro Gengis,
    le parole sono importanti. “Sistema”, guarda caso è una parola che piace molto a fascisti e qualunquisti perché nasconde i rapporti di dominio e di classe, evocando improbabili complotti pluto-giudaico-massonici, con scie chimiche come contorno.
    Così come banche&finanza&poteri forti: per chi si riferisce all’opposizione di classe, tutto questo è fuffa interclassista: la lotta è contro il capitale.
    E questo vale anche per la mafia, produttrice di capitale illegale, sotto protezione statale.
    “Pezzenti” invece è il termine razzista con cui i ricchi solitamente disprezzano i poveri.
    E poi perché scrivere duce con la D maiuscola?

    L’ambiguità politica di Facta è storia; lo riconosce persino il profilo nell’enciclopedia Treccani.
    D’altronde, l’ambiguità democratico-liberale dell’ottobre ’22 è confermata dal voto dei popolari a sostegno del gabinetto Mussolini.
    Invece, nella storiografia liberale prevale invece la teoria giustificazionista per cui, dato che c’era sovversione e anarchia sociale, c’era comunque bisogno di una mano forte per ristabilire ordine e legalità.
    Sembra oggi.

    Stammi bene.

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    • Non sono qualunquista (famiglie rivoluzionarie, ergo rispettami) ma parlo in termini tecnici. Lotta al capitale significa lotta al sistema (banche, poteri, capitalismo e compagnia bella). In termini storici, Dux si scrive maiuscolo… se pensi che sono dell’altra parte ahahah, beh mi fai ridere e basta 😀
      Io chiamo “pezzenti” non i poveri ma quelli che non fanno nulla e si lamentano (dell’immigrato per esempio), dunque per chi mi hai preso? Occhio a chi giudichi 🙂
      Si potrebbe stare a discutere ore e ore di ste cose ma dato che insegno Storia, è roba che dico e ripeto da tanto tempo. Non è il mio lavoro ufficiale (sono chef/barman) ma adoro fare ripetizioni, per forgiare Coscienze critiche (faccio attivismo). Mafia e Fascismo sono i bracci armati del Capitalismo, anzi… la mafia nasce prima col feudo e poi fa il botto col Capitalismo per via del potere dei soldi (roba che nel feudalesimo non c’era).

      Bye, italian! XD

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  5. Uno della strada

    Caro Joker.
    Giustamente avevi scritto di come il fascismo avesse ” creato una propaganda capace di ammaliare tante persone”. Bene, ma la propaganda si fa con le parole e il fascismo utilizzò parole “di sinistra” o di significato “ambiguo”, con i vari riferimenti retorici al popolo italiano, ai veri italiani, etc. che distruggevano l’identità e le contraddizioni di classe.
    Per questo, quando si fa critica politica o si insegna storia, non si può andare all’ingrosso, come se si fosse al bar.
    L’identità nazionale (e il cosiddetto sovranismo) è merce di destra: il proletariato non ha nazione.
    Una fantomatica lotta contro le banche (che i nazi facilmente declinano in chiave antisemita) è ambigua di per se: ci sono infatti settori borghesi e persino capitalistici in conflitto col potere finanziario ben più dei proletari.
    Se proprio si vuole usare il termine “sistema” è necessario almeno specificare quale: economico, politico, etc.
    altrimenti si rischia di prendercela pure col sistema… del pc.
    “Pezzenti” è un termine tecnico per indicare quelli che non fanno nulla e si lamentano?
    Dux non è un termine storico, ma una forma obbligatoria sotto il regime fascista per indicare il noto personaggio; talvolta andava scritta tutta maiuscola, come duce. Per cui preferisco non attenermi alle direttive del Minculpop.
    Anche questa è resistenza.
    Sull’onestà bisogna non cadere nella retorica che tanto piace alla ex-sinistra. Onesti verso chi e cosa? Verso la legge, verso la morale dominante, verso l’etica personale o verso la classe d’appartenenza?
    Per quanto mi riguarda, un padrone onesto è un ossimoro, mentre invece un “pezzente” che svaligia una banca (come diceva Brecht) non è certo più disonesto di chi l’ha fondata. O no?!

    Buon caffè.

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    • Non ci siamo, stiamo dalla stessa parte ma non hai capito un emerito cazzo di quello che spiego… bah!
      Dux vuoldire condottiero, è un termine militare e quindi si scrive maiuscolo.
      Penso che tu voglia in qualche modo sfidarmi ma ti avverto che ti finisce poco bene, se lo fai.
      Capitalismo è sistema, politico/economico/finanziario e sociale.
      L’unica borghesia, che oggi non esiste, giusta è quella che mandava avanti le Rivoluzioni. Certo che ci sono settori di capitalismo contro la finanza ma sono sempre criminali.
      Io sono figlio della Resistenza, non darmi lezioni… ti stronco altrimenti. Bastano poche parole e magari altro ah ah ah 😉
      Padroni onesti in linea di massima non sono mai esistiti ma magari uno può fare riferimento a Olivetti.

      Da proletario, non vedo proletari… ne vedo pochi oggi. Il resto sono servi della gleba, senza Coscienza.

      Le persone che si lamentano senza fare nulla, che trovano il capro espiatorio a mio avviso, sono un cancro…. e vanno eliminate. Lo farei se avessi possibilità. Onestà significa vivere bene, non di certo essere servi.

      Se hai le palle, contattami in mail. adelfo92@hotmail.it
      In caso contrario, sei una mezza tacca che non fa alcun tipo di Resistenza. Te l’ho già scritto, occhio a chi giudichi!

      Bye chico!

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    • Se vuoi continuare, mi scrivi in mail.
      Ho parecchio da fare (sono un leader indiscusso a lavoro e tante altre cose), dunque è meglio fare per mail ove ti risponso sicuro.
      Sempre se hai il coraggio 😀
      Mi tocca buttarla così, altrimenti non si finisce più. Sono convinto di una cosa però, faccia a faccia non saresti stato così. Io adoro i confronti faccia a faccia, tra l’altro. Tengo dibattiti, quelli veri… altro che 4 cazzate di blog 😉
      Parlo sempre coi termini giusti, non hai nulla da offrire!

      Bye!

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      • Ciao GengisJokerKhan,
        tutti abbiamo da fare, infatti non ho ancora avuto modo di rispondere alla tua mail, ma lo farò sicuramente.
        Una cosa però ci tenevo a dirtela: questo è il mio blog e non quello Grillo. Ne consegue che i toni della conversazione possono essere sì accesi, ma sempre col dovuto rispetto verso la persona con cui si parla e possibilmente evitando parolacce gratuite.

        Io non faccio il poliziotto e, come vedi, non filtro i commenti, ciò non toglie che tu non debba rispettare lo spazio che ti sta ospitando.

        Le parole sono importanti, tu sei uno storico, molto bene, io ho una formazione linguistico-filologica, ti prego di tenerlo a mente. Non conta solo quello che si esprime, ma anche come lo si esprime.
        Ciao

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  6. Non ci siamo proprio capiti temo e state contestando chi sta dalla parte giusta della barricata molto più di voi, modestamente parlando.
    Mi sono forgiato in certi ambienti, non è solo un retaggio bellissimo di famiglia nel caso mio. Voi non avete rispetto a parer mio!

    Siete settari e non analizzate bene la Storia secondo me. Il post è bello, conosco quelle vicende ma come ho scritto e riscritto (posizioni personali a parte), non avete capito un piffero di quello che ho provato a spiegare.

    Non mi piacciono le persone chiuse, è il mio pensiero. 🙂

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  7. Uno della strada

    “Io non sono marxista” (Karl Marx)

    Ora abbiamo capito perché lo scrisse: grazie del contributo.

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