Correnti di guerra

«La guerra in principio era un manicomio» Felice Marchesi, soldato classe 1895

Correnti di guerra è una breve ma significativa ricerca che si propone di rendere noto l’uso che  durante il Primo conflitto mondiale fu fatto della corrente elettrica sui soldati dell’esercito italiano, anche se le pratica era comune anche presso gli altri eserciti europei.
L’uso della corrente elettrica (corrente faradica) serviva sia a scoprire coloro che simulavano patologie psichiche sia, nella sua supposta veste “terapeutica”, a recuperare quei soldati che, una volta finiti nel tritacarne della guerra, manifestavano malattie psichiatriche.

Se già dai conflitti immediatamente precedenti a quello mondiale si era assistito ad un avvicinamento tra apparati militari e psichiatria, con lo scoppio della Prima guerra mondiale da più parti fu auspicato ed infine realizzato un servizio medico psichiatrico a ridosso del fronte.
Infatti, il testo inquadra le dimensioni e il meccanismo di tale servizio, ma restituisce anche il quadro di quanto la psichiatria si trovasse in una posizione di totale asservimento alla logica militare, dal momento che l’idea di “recupero” del malato era del tutto finalizzata a restituire soldati alla guerra, sia che fossero dei simulatori, sia che si trattasse di persone con reali disturbi psichiatrici ma ancora utili per essere carne da cannone.

«Il recupero delle vittime psichiche del “vento degli obici” veniva programmato e forzatamente attuato in 6-8 giorni, con ricorso anche a scosse elettriche, la cosiddetta faradizzazione. Appena in grado di controllare le loro funzioni più basilari i pazienti venivano rimandati in linea dove erano destinati ai compiti più logoranti e rischiosi: in tal modo era favorita l’eliminazione degli individui socialmente indesiderabili, ma anche lo sfruttamento del disagio mentale.»

È in questo clima, sovraccarico di pulsioni eugenetiche, che la corrente elettrica viene utilizzata attraverso pratiche che molto poco si discostano da vere e proprie torture fisiche e psicologiche. Infatti, se come chiarisce Marco Rossi fino al 1938 è improprio e anacronistico parlare di Elettroshock, è pur vero – e la sua ricerca lo testimonia – che la corrente elettrica, con la sua presunta validità terapeutica, fosse utilizzata in maniera coercitiva e autoritaria sui quei soldati che nelle trincee avevano “perso il senno” sia per gli effetti diretti del conflitto, sia per quelli indiretti dovuti alle condizioni inumane in cui si trovavano a vivere.

In tutto questo, è assai illuminante il primo capitolo della ricerca in cui la quasi totalità del corpus psichiatrico italiano si ostina – almeno fino al 1918 – a non voler riconoscere nel conflitto la causa principale dei tanti disturbi psichiatrici sviluppati dai soldati.

«Di fronte al crescente esercito di dissociati e traumatizzati mentali provenienti dalle trincee, dove il confine tra vita e morte era del tutto saltato e la realtà quotidiana imponeva tensioni e disagi estremi, gli psichiatri, se non riscontravano prove di simulazione, cercavano precedenti psico-patologici di carattere ereditario – nel cosiddetto gentilizio – oppure sintomatologie antecedenti la guerra, senza voler ammettere e considerare i carattere intrinsecamente patogeno della guerra stessa e, in particolare, della situazione estrema vissuta negli scavi.»

Anche quella raccontata in questo lavoro è in fondo una guerra dentro la guerra in cui non mancano di emergere discriminazioni sociali  (agli ufficiali erano riservati trattamenti più “consoni” al loro grado e condizione sociale), così come non è poi tanto difficile nemmeno scovare i germi di una ribellione del tutto individuale in quei soldati che a un tempo si trovarono a fronteggiare l’alienazione militarista e la violenza psichiatrica.

 

Marco Rossi, Correnti di guerra. Psichiatria militare e faradizzazione durante la Prima guerra mondiale, Autoproduzioni Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud

In copertina e all’interno del libro disegni di Massimo De Micco “Guru”

Nota: È possibile scaricare gratuitamente il testo (PDF) a questo link.

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