La loggia del popolo

«Il meno che si possa chiedere a una scultura è che stia ferma.» (Salvador Dalì)

di Corrado Lusi

foto di Corrado Lusi (gruppo di Polissena, Pio Fedi)

foto di Corrado Lusi (Gruppo di Polissena, Pio Fedi)

Chi di noi innamorati ed affascinati dalla magnificenza della nostra Fiorenza non si è mai rifugiato e lasciato trasportare, anche soltanto per pochi minuti, dall’incanto della Loggia dei Lanzi? Riflettere, oppure più semplicemente sognare, in questo posto magico, dove passato e presente si fondono tra di loro e la realtà circostante, gli schiamazzi provenienti dalla piazza sembrano scomparire inesorabilmente sotto la forza spontanea dell’incantesimo che si diffonde dalle spalle di Perseo.

Mi sono chiesto molto spesso che cosa rappresenti oggi questo luogo particolare per Firenze. La risposta a questa domanda è racchiusa soltanto dentro la loggia stessa ed è legata alla moltitudine di turisti e visitatori che vi transitano affascinati.

foto di Corrado Lusi (Perseo, Benvenuto Cellini)

foto di Corrado Lusi (Perseo, Benvenuto Cellini)

Dalle espressioni scolpite nei loro volti e dalla loro soddisfazione, la sensazione che ci assale è che forse questo posto altro non è ciò che appare: una specie di piccolo museo aperto che si può liberamente percorrere, uno dei tanti “miracoli” fiorentini, un luogo dove è possibile immergersi in una dimensione onirica di arte e poesia fuse insieme, uno dei tanti regali che ogni giorno Firenze dona alle centinaia di viaggiatori con la sua bellezza secolare.

Da fiorentino mi accorgo che troppo spesso queste ricchezze fanno parte di quelle cose che si è abituati a vedere da sempre  e che spesso per la frenesia quotidiana che la vita ci impone – pur senza sapere perché e per dove – non ci si sofferma più né ad ammirare né a meravigliarsi.
Ed io, che amo questo luogo in maniera incondizionata, mi incanto nella sua magia, sedotto dal suo fascino fino all’ossessiva e folle idea di immortalarlo nei suoi particolari perché forse è uno dei luoghi che prediligo e che sento maggiormente mio come fiorentino.

foto di Corrado Lusi (Ratto delle Sabine, Giambologna)

foto di Corrado Lusi (Ratto delle Sabine, Giambologna)

Vi trascorro ore interminabili, fino a che non vengo colto dall’oscurità della sera.
Assorto nei pensieri mi lascio trasportare dal suo incanto, osservando le persone di ogni nazionalità che vi sostano perché non c’è niente di più intenso che esplorare le emozioni stampate sui volti.

Moltissimi dei miei scatti sono fatti proprio nella Loggia. Scatti di gente comune, fiorentini e viaggiatori forestieri che affascinati varcano quelle scale custodite dallo sguardo attento dei leoni che ne sono da secoli a protezione.

Scatti che narrano una storia di una transitoria quotidianità, immortalata nella magnificenza della Loggia. Alcune di queste fotografie mi hanno colpito profondamente e mi hanno decisamente rapito l’anima.
Scatti semplici ma che esalano vita e sentimenti. Questo è principalmente il motivo che mi ha spinto a condividere queste sensazioni ed il mio modo di farlo è attraverso la fotografia.

Galleria foto:

Nella pagina facebook Attraverso i miei occhi troverete altre fotografie di Corrado Lusi.

 

La loggia della Signoria o dei Lanzi (nota a cura di Aspettando il caffè)

La Loggia della Signoria si trova a Firenze nei pressi di Palazzo Vecchio e degli Uffizi.
Viene chiamata anche Loggia dei Lanzi in quanto il Corpo di Guardia del Granduca Cosimo I, che alloggiava sotto la Loggia, era in parte composto da Lanzichenecchi, sebbene la tradizione popolare fiorentina indichi l’origine del nome in quei Lanzichenecchi che nel 1527 transitarono da Firenze prima di saccheggiare Roma.

L’edificazione risale tra il 1376 e il 1382 e la loggia serviva per ospitare al coperto le assemblee pubbliche popolari e le cerimonie ufficiali della Repubblica fiorentina alla presenza del popolo, come quelle di insediamento delle signorie.
Sebbene si tratti di un edificio gotico, la presenza di archi a tutto sesto rappresenta una vera anticipazione dello stile rinascimentale che, con tutta probabilità, ispirò Filippo Brunelleschi per la realizzazione dello Spedale degli Innocenti, in piazza della Santissima Annunziata.

A partire dal ‘500, con la soppressione definitiva delle istituzioni repubblicane, questo spazio fu destinato ad accogliere alcuni capolavori scultorei, divenendo uno dei primi spazi espositivi al mondo. Infatti, nelle tre arcate della Loggia sono ospitate sculture di eccezionale pregio risalenti all’età classica e al periodo del manierismo, veri capolavori − tutti originali − e fruibili liberamente giorno e notte gratuitamente.

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