Sangue e plusvalore

Quivi alla singola macchina subentra un mostro meccanico, che riempie del suo corpo interi edifici di fabbriche, e la cui forza demoniaca, dapprima nascosta dal movimento quasi solennemente misurato delle sue membra gigantesche, esplode poi nella folle e febbrile danza turbinosa dei suoi innumerevoli organi di lavoro in senso proprio (K. Marx, “Il Capitale”, Libro primo)

di Jean Rabe

sangue-e-plusvaloreCapita di rado trovare nello stesso libro rigore scientifico e fantastoria, terrore e ironia; per questo, l’aver avuto modo di imbattersi in Sangue e plusvalore è da ritenersi circostanza fortunata, anche senza essere marxisti.
Analoga impressione, d’altra parte, la può trarre similmente un lettore o una lettrice, mossi da interessi e generi diversi: horror gotico, detective story, economia politica, romanzo sociale, steampunk o semplice divertimento, innescato anche dall’anacronistica sovrapposizione di espressioni e moduli dell’azione collettiva che sembrano fotogrammi dei conflitti di piazza contemporanei.

Da tempo, alcuni studiosi e letterati si sono soffermati sulle relazioni culturali che si possono rintracciare tra la narrativa gotica inglese e la critica radicale nei confronti della disumanizzante civiltà industriale, con le sue tenebrose fabbriche e i suoi infernali macchinari-robot divoranti tempi di vita, anime e corpi: dal Frankenstein di Shelley al capitale antropofago di Louise Michel, dal capitalismo-vampiro di Marx sino agli zombies coloniali evocati da Frantz Fanon.

La scienza, che costringe le membra inanimate del macchinario – grazie alla costruzione in cui sono inserite – ad agire funzionalmente come un automa, non esiste nella coscienza dell’operaio, ma agisce – attraverso la macchina – come un potere estraneo su di lui, come il potere della macchina stessa.
(K. Marx, Frammento sulle macchine).

comunardaDa qui, la necessità vitale di riconoscere i non-vivi e i feticci della merce che incombono.  Questione ormai di autodifesa: distruggere ciò che, quotidianamente, ci distrugge.
L’autore, Luca Cangianti, quindi ci coinvolge, avvince e trasla dalle barricate comunarde di Parigi alla sordida periferia industriale della Londra vittoriana, dove le contraddizioni sociali prendono le sembianze di un incubo certo non previsto dal materialismo scientifico, tra crimini orrendi, sensualità e lotta di classe.
Lo scontro è micidiale e senza esclusione di colpi: la vittoria alla fine sorride ai “nostri”, grazie alla volontà di ribellione e non certo in base a calcoli deterministici; ma è bene saperlo: la partita è ancora aperta.

Perché quando si scopre che i mostri esistono anche fuori dagli incubi non si può tornare a casa, non si può condurre un’esistenza normale, sposarsi e aver figli facendo finta di nulla. Puoi cercare di nasconderti dietro il lavoro…Puoi ubriacarti, cercare conforto nella pornografia, nella religione, nelle passeggiate lungo il fiume… Oppure accettare il fatto che essi esistono e tu devi combatterli.

Luca Cangianti, Sangue e plusvalore, Imprimatur, 2015

Jean Rabe, tipo poco raccomandabile e frequentatore di bassifondi librari.

Informazioni su Collaboratori di Aspettando il caffè

libri & sconfinamenti

Un Commento

  1. Pingback: Classifica 2016 | Aspettando il caffè

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: