Le cospiratrici

«Milano, seconda metà dell’Ottocento.
Nella stazione ferroviaria una populista russa è in attesa della coincidenza per Bologna. Ha un bagaglio piuttosto fragile: cucita in un asciugamano avvolto attorno alla vita vi è infatti della dinamite, destinata ai moti insurrezionali della Romagna

le cospiratriciOlimpia Kutuzova per molti resta ancora soltanto la moglie di Carlo Cafiero, ma quanto conosciamo realmente della vita intensa e della militanza rivoluzionaria di questa donna?

A questa domanda risponde Martina Guerrini con Le cospiratrici, una ricerca che con l’obiettivo di tracciare la biografia di Olimpia Kutuzova Cafiero, ci conduce in un intenso viaggio fra le figure femminili che animarono e contribuirono a quel sottosuolo delle avanguardie clandestine russe.

Il volume si compone di tre parti: un saggio storico introduttivo, il profilo biografico di Olimpia Kutuzova Cafiero e infine due racconti autobiografici dell’anarchica russa.

La prima parte è una dettagliata ricognizione sul ruolo delle donne nel movimento rivoluzionario russo tra il 1860 e il 1881, che evidenzia in particolare l’importante conflitto, per certi versi ancora attuale, sorto tra nichiliste e femministe liberali. Protagoniste di quella stagione furono femministe liberali quali Marja Vasil’evna Trubnikova, Nadežda Vasil’evna Stasova, Anna Pavlovna Filosofova, a cui le nichiliste, figlie della generazione successiva (tra cui la celebre matematica Sof’ja Vasil’evna Kovalevskaja e la futura zaricida Sof’ja Perovskaja) rimproverarono un filantropismo miserabile e inutile, rovesciando la prospettiva riformista in una rivolta individuale che investirà l’ambito sociale e privato.
Questa prima parte è il basilare punto di partenza che serve per conoscere e comprendere lo spessore, umano e rivoluzionario, di Olimpia Kutuzova Cafiero di cui nel libro, per la prima volta in Italia, viene presentato il profilo biografico.

Facciamo la conoscenza di Olimpia mentre è intenta a trasportare della dinamite e poche pagine più avanti sarà lei stessa a riferire del suo cruciale incontro con Bakunin, avvenuto in Svizzera nel 1873, anno che segnerà la sua formazione politica e umana. Lì conoscerà anche Carlo Cafiero che sposerà l’anno successivo in Russia. Di questo matrimonio, a tutt’oggi, i contorni restano sfumati, ma grazie all’apporto dell’epistolario di Olimpia e dei suoi racconti, Martina Guerrini riesce a ricomporne i pezzi e a mettere in luce un rapporto assai profondo e complesso.

Ricostruendo la biografia di Olimpia Kutuzova Cafiero (lei stessa si firmerà così), l’autrice ci restituisce anche tutto il valore rivoluzionario di una donna rimasta probabilmente per troppo tempo all’ombra della signora Cafiero. Infatti, Olimpia parteciperà all’esperienza della Baronata, sarà parte attiva dei moti insurrezionali di Romagna, trasportando l’esplosivo verso l’Italia e, non ultimo, con le sue compagne russe aderirà a quella andata al popolo così dettagliatamente ricostruita nella prima parte del volume e per la quale subirà la persecuzione zarista venendo incarcerata più volte.

Ma l’attività politica di Olimpia si arresta tragicamente nel 1883 quando Carlo Cafiero viene rinchiuso nel manicomio di Firenze e solo lei, in qualità di moglie, può consentirgli di uscirne. Olimpia non esita dunque a evadere dalla Russia intraprendendo un lungo e pericoloso viaggio per raggiungerlo in Italia e assisterlo con ogni mezzo fino alla dolorosa scelta di farsi da parte.

Nella terza parte infine possiamo leggere i racconti autobiografici in cui Olimpia narra la sua esperienza rivoluzionaria, a partire dall’incontro con Bakunin che significativamente apre il primo mémoir, e le vicende legate al suo legame con Cafiero che invece è il protagonista del secondo testo.

Questi due racconti, oltre all’importanza storica che possiedono, sono un vero cuore pulsante; si leggono in un crescendo narrativo estremamente emozionante capace di azzerare le distanze temporali, per riconsegnarci finalmente tutto il valore unico del vissuto umano e rivoluzionario di Olimpia Kutuzova.

Parole distanti, come in bianco e nero, eppure ancora così capaci di toccarci nel vivo.

 

Martina Guerrini, Le cospiratrici. Rivoluzionarie russe di fine Ottocento. Lettere e memorie di Olimpia Kutuzova Cafiero, BFS Edizioni, Pisa, 2016

Nota: questa recensione è stata pubblicata per la prima volta su A-Rivista Anarchica, n. 408 (giugno 2016)

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