Borges all’inferno

«Quello che voglio è sapere se questo è il tempo delle guerre».
Fernando Pessoa scrollò le spalle magre:
«È il tempo degli uomini, il che fa lo stesso», indicò la sedia alla sua sinistra, «non vuole sedersi? Possiamo far finta che entrambi beviamo un caffè…» […]
«Sono venuto in cerca dell’odio».
«È venuto nel tempo giusto. Mi ricordo dell’odio fin da molto giovane. Mi ricordo di quando gli ero estraneo… Posso sapere per quale motivo le interessa questo tema?»
«Curiosità. Mi pensi come un investigatore».
«Comprendo», mormorò Pessoa, «come un antropologo tra i cannibali».
«No» corresse l’angelo «come uno zoologo tra gli sciacalli».

agualusa_borges_copertinaJosé Eduardo Agualusa è uno scrittore che vale la pena conoscere perché attraverso la sua narrativa si ha la possibilità di viaggiare dentro quel territorio magico della “lusofonia” che abbraccia più di un continente.
Nato in Angola nel 1960, studia a Lisbona ma, come anticipavo, si muove – fisicamente e letterariamente – all’interno dei tanti “mondi” della lingua portoghese: dall’Africa al Brasile, passando per Goa. Questi luoghi ci rimandano non solo a specificità locali diverse, ma anche a tradizioni letterarie differenti che in virtù dell’idioma condiviso riescono a parlarsi fra di loro o, perlomeno, Agualusa riesce a far sì che l’incantesimo dell’incontro riesca così bene da sembrare del tutto naturale.

Detto questo, si comprende come mai leggendo i giudizi critici a proposito del lavoro di Agualusa, capita spesso di imbattersi nell’aggettivo “nomade”; infatti probabilmente, assieme ad un’acuta ironia, è proprio questo l’aspetto più caratterizzante della sua opera. Scorrendo la bella selezione di racconti di Borges all’inferno se ne ha un’ulteriore conferma: una volta entrati dentro queste storie non abbiamo più centro, non c’è origine, non c’è periferia, non c’è mèta, ma soprattutto, quel che conta di più, è che non se ne avverte nessun bisogno.

Il libro si compone di 24 racconti, selezionati appositamente per questa edizione italiana col proposito, secondo me perfettamente riuscito, di avvicinare il pubblico nostrano a questo autore originale, molto amato nel mondo lusofono e capace di battute taglienti, atmosfere in bilico tra il magico e il surreale pur senza perdere mai di vista il mondo che ci circonda con le sue storture ed immani tragedie.

Ovviamente i racconti sono tanti e affrontano temi, mondi e tempi diversi, impossibile qui dare conto di tutti; quel mi preme segnalare, avendo sulle spalle altre opere di Agualusa, è la mia personale convinzione che la misura del racconto sia quella che maggiormente gli si confà dal momento che, nella brevità imposta dal genere, riesce maggiormente a far brillare l’estro delle sue invenzioni narrative e linguistiche.

Ogni racconto di questo libro accede a luoghi geograficamente diversi e dischiude porte verso altre dimensioni ed altre realtà, perché qui, come in altri autori, il sovrannaturale è solo una possibilità fra le tante offerte dal ventaglio della nostra quotidianità, niente di più. Per questo non ci si dovrà stupire se fra queste pagine vi capiterà di incontrare l’anima di Borges, un Pessoa di bronzo che parla con un angelo, oppure degli struzzi e degli ippopotami, passando attraverso l’Africa ferita dalla guerra e dalla corruzione, incrociando lungo il cammino un istruttore di levitazione, Mia Couto, García Márquez…

Lasciatevi trasportare… com’era che diceva quell’altro lusitano? I viaggi sono i viaggiatori

 

José Eduardo Agualusa, Borges all’inferno, Edizioni dell’Urogallo, 2009

 

Nota a margine: chi mi legge sa che non è mia consuetudine farlo, ma nel caso specifico desidero spendere due parole su Edizioni dell’Urogallo una casa editrice indipendente che si dedica prevalentemente alla pubblicazione di autori di lingua portoghese. Voi conoscete bene il mio amore per la letteratura lusofona, quindi credo sia del tutto inutile precisare che di fronte ai loro libri i miei occhi iniziano a brillare…

Se ne avete voglia, v’invito semplicemente a dare un’occhiata al loro catalogo che già da solo è un viaggio attraverso mondi forse inaspettati, e dove sono certa potrete trovare qualche libro o autore che stuzzichi la vostra curiosità.
Ma non è tutto: a fianco di autori oggi giustamente conosciuti ed apprezzati, segnalo la meritevole iniziativa di pubblicare le opere di Almada Negreiros. Certo, non è roba per tutti i palati letterari, ma val sempre la pena di tenere alta l’asticella delle nostre letture… 🙂

Informazioni su Aspettando il caffè (Stefania)

libri & sconfinamenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: