Morfina

«Quando nessuno vede, si può essere se stessi.» M. Bulgakov, “La guardia bianca”

bulgakovMichail Bulgakov considerava Morfina uno dei suoi lavori più riusciti ed in effetti pare impossibile dargli torto. Non saprei dire se questo testo si colloca al di sopra o al di sotto altri suoi scritti, questo genere di esercizio lo lascio volentieri a chi sa cosa farsene, io mi accontento di osservare che questo breve racconto è davvero un gioiellino letterario sia dal punto di vista del meccanismo narrativo, sia per l’intensità e la profondità con cui il tema è trattato.

Già, il tema: Sergej Poljakov è un giovane medico inviato a farsi le ossa nella condotta di Gorelovo. Sarà lì che, a seguito di un problema fisico, sperimenterà per la prima volta la morfina, diventandone dipendente. È il suo diario quello che leggiamo, un testo talvolta sincopato in cui appunta la sua condizione di morfinomane.
All’inizio è l’estasi della scoperta, la morfina è addirittura capace di cancellare il doloroso ricordo dell’ex moglie, ma questa sensazione ha durata breve: presto il medico prende coscienza della sua dipendenza e della sua incapacità di liberarsene. Per questo tra cure mediche che tentano di disintossicarlo e crisi di astinenza, lo vediamo sprofondare in una vertigine di impotenza e rassegnazione, per assistere infine alla sua autodistruzione, iniezione dopo iniezione.

L’uso della forma diaristica è particolarmente azzeccata: ci sono altri attori sulla scena, alcuni anche importanti come la compagna Anna Kirillovna – ma nella sua mente ossessionata dalla morfina non sono che dei comprimari. Il protagonista di questa storia è solo il dottor Poljakov, solo lui e, al massimo, le allucinazioni che la droga gli procura.

La dipendenza da una sostanza è un tema non facile da trattare, ma questa lunga soggettiva, questo indagine intima, come solo leggere il diario di qualcuno può essere, ci restituisce una dimensione fortemente umana, scevra da ogni pietismo o dal desiderio di condannare.
Non c’è condanna nel testo di Bulgakov, sebbene niente sia taciuto e gli effetti ampiamente descritti. Attraverso la figura del dottor Poljakov Bulgakov altro non fa che restituirci uno spicchio delle miserie e delle debolezze umane e non c’è bisogno di puntare il dito o andare a cercare lontano, tutti conosciamo le nostre.

 

Michail Bulgakov, Morfina, Passigli Editori 1999

 

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libri & sconfinamenti

  1. CriticaComunista

    Il compagno Bulgakov, nonostante le sue avversioni verso lo Stalinismo, Stalin l’ha sempre tollerato. Lo ammirava sai. 🙂
    Grande scrittore. Ho letto “uova fatali”. 🙂

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    • Buongiorno, perdonami ma non credo che le cose stiano esattamente così… Bulgakov sarà tormentato dalla censura per tutta la sua vita; non c’è opera che non sia stata “epurata”, ostacolata nella pubblicazione, oppure “semplicemente” stroncata dalla critica stalinista.
      Per molto tempo Bulgakov chiederà un visto per Parigi che con ostinazione gli sarà sempre negato.
      Credimi, Stalin non lo ammirava affatto, basti pensare alle difficoltà editoriali subite da Il maestro e Margherita, l’opera in cui Bulgakov critica aspramente lo stalinismo. Questo romanzo, la cui versione definitiva è del 1936, in Russia sarà duramente colpito dalla censura, la sua versione integrale girerà solo attraverso i celebri Samizdat (copie illegali), mentre perl la pubblicazione senza tagli si dovrà attendere il 1973.
      Per questi motivi non parlerei proprio di ammirazione visto che Stalin ha impedito con ogni mezzo la libertà di azione e di pensiero di questo grande scrittore.

      “Grazie ai ritagli della stampa sovietica che conservo, ho constatato che negli ultimi dieci anni della mia attività letteraria, mi hanno consacrato 301 critiche di cui solamente tre favorevoli, mentre le 298 erano ostili ed ingiuriose. Attualmente io sono un uomo finito ed il mio annientamento è stato accolto dal pubblico sovietico con grande soddisfazione.” M. Bulgakov

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      • CriticaComunista

        Uova Fatali parla proprio dello Stalinismo, e venne pubblicato. Pare un paradosso, ma è così. Il punto è che Bulgakov rimane un compagno coerente con quello che diceva. Leggi i miei articoli quando puoi! 😉

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