Utopia e azione

«Ho compiuto un lungo e faticoso viaggio nelle pieghe di un movimento composito e plurale, più volte dato per morto e sepolto e in realtà sempre pronto a rispuntare dietro la nuova barricata. Un movimento che in centoquarant’anni ha naturalmente attraversato cambiamenti profondi ed evoluzioni evidenti»

utopia e azioneCon Utopia e azione Antonio Senta percorre davvero un lungo viaggio all’interno della storia del movimento anarchico italiano dal 1848 al 1984, proponendo – come evidenzia il sottotitolo – “una” storia fra le tante e le possibili che si potrebbero raccontare.

È un lasso di tempo molto ampio, durante il quale l’autore delinea i momenti storici salienti, le figure di maggior rilievo ed anche l’evoluzione ideologica del pensiero libertario, ovviamente facendo i conti con la necessità di sintesi che un testo divulgativo richiede. Infatti il tutto è racchiuso dentro poco più di duecento pagine, per questo credo di poter tranquillamente affermare che l’obiettivo principale del volume non sia tanto essere esaustivi, ma tracciare una linea, accompagnare il lettore in un percorso storico lungo e talvolta accidentato, dandogli la capacità di orientarsi fra gli eventi storici, i personaggi, le sigle e le diverse correnti, stimolandolo ad approfondire eventualmente per conto proprio, con l’appoggio di una bibliografia dettagliata.

Apre il libro, come già accennavo, la fondamentale esperienza risorgimentale e la figura di Carlo Pisacane mentre si è scelto di concludere col 1984 anno – di orweliana memoria – in cui si è tenuto a Venezia l’Incontro Internazionale anarchico. Nel mezzo quasi centocinquan’anni di storia del nostro paese che, visti e riletti da questa parte della barricata hanno spesso il sapore delle repressione e dell’esclusione, poco importa se ad opera della dittatura fascista o dello stato.
La storia del movimento anarchico scorre dentro il risorgimento, il fascismo, la resistenza e la lotta partigiana, il dopoguerra e i gli anni ’70-’80, mostrando la forza delle proprie idee, la grandezza di molti militanti ma senza celare i momenti forse meno brillanti, il dibattito acceso intorno ad alcune tematiche ideologiche e organizzative, fino alle varie scissioni e ricomposizioni.

Condensare un percorso storico-ideologico così ampio e complesso in un libro tutto sommato breve non è un’impresa facile, ma ancora più difficile è, a mio avviso, riuscire ad essere sintetici senza essere superficiali o – peggio – dannatamente tecnici, producendo un testo comprensibile solo agli “addetti ai lavori”. Ma Antonio Senta, grazie ad uno stile fresco e asciutto, riesce a tratteggiare un quadro storico chiaro che evita di farci smarrire fra la grande quantità di notizie, date e personaggi tenendo fissa davanti a sé la premura di mettere il lettore – ogni genere di lettore – in condizione di capire, senza pedanterie e senza dare nulla per scontato.

La lettura di questo libro risulta molto piacevole, a tratti addirittura avvincente, almeno fino all’ultimo capitolo in cui ho avvertito una sorta di “frattura” narrativa, se mi è concesso esprimermi in questi termini. Infatti, giunti al settimo e ultimo capitolo, che cronologicamente va dal 1968 al 1984, la “voce narrante” che fin qui ci ha condotto con passo sicuro, sembra prendere un po’ le distanze, il tono diventa leggermente più cupo e si fa un po’ più di fatica a seguire il discorso. Probabilmente in questo capitolo si tocca con mano la “pesantezza” di quegli anni, o forse pesa sullo storico la difficoltà di fare luce su un periodo storico a noi ancora troppo vicino; onestamente potrebbe trattarsi anche solo di una mia sensazione, fatto sta che solo su questo capitolo l’autore stesso sente il bisogno di mettere le mani avanti fin dalla prefazione.

Detto questo, resta un libro che consiglio a tutti quelli che desiderano avvicinarsi alla storia del movimento anarchico, ma anche a quanti hanno voglia di rileggere la storia del nostro paese da un da un punto di vista “altro”.
Da parte mia, a libro chiuso e a viaggio ultimato, immediatamente mi è tornata in mente questa scena di Metello, segno evidente che Utopia e azione qualcosa dentro ha sicuramente lasciato:

«Dianzi, di ritorno da Monterivecchi, si erano trovati vicini, e Metello gli aveva chiesto: “Fosse vivo mio suocero, Friani, che ci direbbe?” “Che siamo ubriachi” “Ma non che facciamo male?” “Nodicerto. Sarebbe qui con noi, ma non ci approverebbe” “O chi era tuo suocero, Metello” gli aveva chiesto il piccolo Renzoni. “Come la pensava?” “La pensava da anarchico, la pensava bene” gli aveva risposo Friani. E siccome Metello continuava a guardarlo, Friani gli aveva detto: “Io sono rimasto di quelle idee, non lo sapevi?”» (V. Pratolini, “Metello”, Vallecchi, 1956)

 

Antonio Senta, Utopia e azione. Per una storia dell’anarchismo in Italia, Elèuthera 2015

 

 

 

Informazioni su Aspettando il caffè (Stefania)

libri & sconfinamenti

  1. Sembra sfuggire a molti italiani il fatto che il movimento anarchico italiano è legato a quello inglese per due cordoni ombelicali: uno è Vernon Richards (Vero Recchioni, genovese), amico e fotografo personale di George Orwell,che con lui partecipò alla guerra di Spagna,. fondatore del movimento anarchico inglese a causa di avere sposato un vero genio politico: Anna Maria Berneri, figlia di Camillo Berneri, – Marie Louise Berneri, nata ad Arezzo nel 1918, morta a Londra nel 1949- Autrice di “Journey through Utopia” Londra, 1950) anche lei fu con George Orwell nella guerra di Spagna, vedasi “Homage to Catalonia”. Ecco un pezzo dal libro della Berneri ancora attualissimo. Anzi, più attuale oggi che 50 anni fa:

    “La nostra è un’epoca di compromessi, di mezze misure, dei mali minori. I visionari vengono derisi o disprezzati, mentre “uomini pratici” esercitano il potere su di noi. Non cerchiamo più soluzioni radicali per i mali della società, ma riforme; non cerchiamo più di abolire la guerra, ma solo di evitarla per qualche tempo; non cerchiamo di abolire il crimine, ma ci accontentiamo di riforme penali; non cerchiamo di abolire la fame, ma mettiamo in piedi organizzazioni caritatevoli internazionali. In un tempo in cui l’uomo si interessa a ciò che è fattibile e immediatamente realizzabile, potrebbe esser salutare rivolgere il nostro sguardo a uomini che sognarono l’Utopia, che respinsero tutto ciò che non rispondeva alla loro idea di perfezione”

    ” Our age is an age of compromises, of half measures, of the lesser evil. Visionaries are derided or despised, and ‘practical men’ rule our lives. We no longer seek radical solutions to the evils of society, but reforms; we no longer try to abolish war, but to avoid it for a period of a few years; we do not try to abolish crime, but are contented with criminal reforms; we do not try to abolish starvation, but to set up world-wide charitable organisations. At a time when man is so concerned with what is practicable and capable of immediate realisation, it might be a salutary exercise to turn to men who have dreamt of Utopias, who have rejected everything which did not comply with their ideal of perfection”. Pare che i carteggi della Berneri e di Vernon Richards siano conservati nella Bibliopteca di Reggio Emilia e che siano ancora in attesa di studio.

    Ho avuto il piacere di corrispondere con Vernon Richards negli anni 90 – lui morì nel 1996 – circondato da molti amici morì in assoluta povertà, non venendo mai a compromessi.
    Giovanni Caselli

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    • Ciao Giovanni,
      probabilmente ai più sfugge il legame tra il movimento anarchico italiano e a quello inglese, ma non a tutti credo. Del resto il movimento anarchico italiano ha legami importanti con le realtà di tanti altri paesi e viceversa. Proprio Senta in questo libro lamenta di non aver potuto – per ovvi motivi – approfondire l’influenza che i pensatori/militanti italiani hanno avuto all’estero…
      Ti ringrazio per il tuo contributo, a presto!

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  2. CriticaComunista

    Ottima lettura, e te lo scrive un marxista!
    Ti consiglio i libri sul PCI e sui movimenti comunisti italiani di Spriano e Gruppi. 🙂

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    • Ciao, sono contenta che il libro ti sia piaciuto.
      Ti ringrazio per i suggerimenti, a presto! 🙂

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      • CriticaComunista

        A presto! 🙂
        PS: ti interessi al comunismo e all’anarchia? Ti invito a leggere roba nel mio blog. Devi scorrere un po’ però, gli ultimi articoli non sono di storia o politica. Stammi bene!

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        • Ciao, “Aspettando il caffè…” nasce come una sorta di “diario di bordo” delle mie letture; letture che evidentemente sono figlie dei miei interessi 😉
          Senza dubbio la parte del leone la fanno i libri di narrativa o poesia ma, come vedi, non disdegno i saggi, specialmente quelli a carattere storico o sociale.
          Il tuo blog mi sembra molto interessante, appena posso verrò sicuramente a “conoscerti” meglio :). Intanto (perdona l’autopromozione!) visti post che ti sono piaciuti mi permetto di segnalarti questo I dannati delle metropoli perché penso che potresti trovarlo interessante. Grazie ancora, a presto!

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