Purgatorio

«Simon Cardoso era morto da trent’anni quando Emilia Dupuy, sua moglie, lo incontrò all’ora di pranzo nella saletta riservata di Trudy Tuesday»

Questo è il celebre e surreale incipit di Purgatorio, romanzo dell’argentino Tomás Eloy Martínez pubblicato nel 2008 e recentemente apparso in italiano nell’ottima traduzione firmata da Francesca Lazzarato.
Pur conoscendo Eloy Martínez ed i suoi libri, tra cui il capolavoro Santa Evita, mi sono lasciata piacevolmente sorprendere da questo romanzo avvolgente come un sogno – o un incubo – sempre in perfetto equilibrio tra mondo reale e sogno, allucinazione o desideri assopiti.
Del resto anche il contesto storico in cui prende corpo la storia assume nel romanzo tragici contorni surreali:

«A quei tempi le persone sparivano a migliaia, senza ragione apparente. Sparivano ambasciatori, amanti di capitani e ammiragli, proprietari di imprese che facevano gola ai generali. Sparivano operai all’uscita dalla fabbrica, contadini che lascavano i trattori col motore acceso… Sparivano bambini dal ventre delle madri e sparivano madri dalla memoria dei figli… Capitava spesso che dai supermercati uscissero donne disperate, in cerca dei figli perduti tra i buchi neri degli scaffali. Alcuni, pochi, sarebbero riapparsi molti anni dopo, ma non erano gli stessi. Avevano altri nomi, altri genitori, e una storia che non era più la loro.»

purgatorioEmilia Dupuy è la protagonista di questa storia, colei che a trent’anni di distanza ritrova in un dinner del New Jersey il marito desaparecido durante la dittatura in Argentina. Lo riconosce immediatamente, è suo marito non c’è dubbio alcuno, eppure c’è qualcosa di strano. Per Simon Cardoso il tempo sembra essersi fermato a quel tragico giorno in cui furono arrestati e lui scomparve per sempre: non è invecchiato, ha addosso gli stessi vestiti, porta con sé la stessa borsa, solo qualcosa del suo sguardo tradisce che egli non è più lo stesso uomo.

La gioia del ritrovarsi riapre fatalmente il passato di Emilia, la sua vita prima della scomparsa del marito e la triste e penosa ricerca degli anni a seguire. Emilia torna indietro nel tempo, nell’Argentina della sua giovinezza, nel cupo ambiente familiare segnato dall’oscura figura del padre,  stretto consigliere della giunta militare nonché artefice della scomparsa del genero. Seguono infatti gli anni duri e bui della non rassegnazione e della ricerca disperata di Simon, fino alla completa comprensione del ruolo e delle responsabilità paterne e alla scelta di costruirsi un’apparentemente solida quotidianità nel New Jersey.

Indubbiamente si tratta di un romanzo sulla memoria in senso globale, laddove la memoria storica non può essere scissa dalla memoria personale. Emilia osserva da un punto privilegiato quei tristi anni della storia argentina, eppure questo non la mette né al riparo dalla violenza e dal dolore, né le consente di vedere e capire immediatamente come stavano le cose.
In più questa storia ci mostra anche che la memoria è un percorso di verità e conoscenza – tanto a livello personale quanto collettivo – a cui è impossibile sottrarsi e con il quale bisogna prima o poi fare i conti.

«… a volte penso che anche i sensi di Emilia siano svaniti, e che questo spieghi la sua scomparsa. I sensi alimentano la nostra memoria, e al di fuori di questa memoria non c’è realtà. Il corpo entra in un presente continuo, attraverso il quale passano, a una a una, tutte le stagioni della felicità che non abbiamo potuto vivere.»

È il “purgatorio” di Emilia e dei tanti che come lei hanno affollato le proprie esistenze di ricordi e fantasmi. È il nostro purgatorio laico, nel quale questa triste condizione d’indefinitezza e di sospensione non può che avere il sapore amaro della condanna a vita.

 

Tomás Eloy Martínez, Purgatorio, Edizioni SUR, 2015

Informazioni su Aspettando il caffè (Stefania)

libri & sconfinamenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: