L’antimilitarista

di Jean Rabe

l'antimilitaristaLeggende aleggiano superstiti attorno a presunti tesori nascosti da pirati e corsari – non soltanto saraceni – lungo il litorale maremmano e nell’arcipelago toscano: raramente è saltata fuori qualche moneta preziosa, ma quel che conta è sapere che resta qualcosa d’importante da cercare e scoprire. Come certi autori e taluni libri.

Anche sulla sua costa, molti sanno dell’esistenza di Riccardo Marchi (1897-1992) e del suo valore, ma in pochi riescono a trovarlo ed ancor meno riescono ad apprezzare adeguatamente tutti i gioielli che ci ha lasciato, semi sommersi. Potrebbe, tranquillamente, comparire tra le figure più significative della letteratura italiana del Novecento, ma rimane sotto traccia.

Tra i suoi numerosi racconti, fortemente autobiografici e tutti intrecciati uno all’altro, quelli forse più interessanti da un punto di vista sociale ed anche storico sono quelli legati alla figura di Anteo; tra le diverse “avventure” in cui lo troviamo coinvolto, quella che lo vede inghiottito dalla Prima guerra mondiale appare particolarmente sentita dall’autore, segnato dall’esperienza bellica ma anche dall’angolo visuale offerto dall’umanità individualizzata al fronte.

“Anteo alla guerra” – con le diverse e controverse titolazioni delle due edizioni Il neutralista (1971) e L’antimilitarista (1980) – è infatti non solo un libro di ricordi di guerra, ma un percorso zigzagante in quella dimensione assurdamente determinata da un conflitto combattuto tra uniformi contenenti vite che già disertano ad ogni pensiero.

Certamente ci accomunava una medesima disciplina: fucilazioni in vista da una e dall’altra parte. Tenuti di qua e di là dalle medesime fisime sulle patrie, sui poteri da consolidare: per loro gli Imperi Centrali, la kultur germanica; per noi la civiltà da difendere ed una ipotetica pace da conquistare una volta per sempre. Lancinante, e corrosivo il dubbio insinuatomi dal mio fratello di latte che quel conflitto potesse concludersi senza vincitori né vinti. Mi trovavo, ancora una volta, contro corrente; incapace di consolarmi con una di quelle fisime.

Perché, nonostante il realismo acre delle situazioni descritte con “il tratto dell’incisore”, quello che prevale è l’aspetto surreale della sua narrazione fuori dalle righe; d’altronde, Marchi scrisse queste pagine in quel periodo dell’esistenza che lui stesso definì come di “inquieta serenità”.

Uno sguardo beffardo, incarnato dai due giovani protagonisti toscani, istintivamente refrattari alla disciplina ottusa e alla retorica militare che, in alcuni passaggi, sembrano quasi rispecchiare l’attitudine tutt’altro che eroica del buon soldato Sc’vèik, come nel caso del colloquio all’ufficio matricola, tra Anteo e un vecchio maresciallo trincerato dietro cataste di scartoffie, che qui potete gustarvi, quasi integralmente.

– Giovanotto, qui c’è un errore e io, così come stanno le cose, non so che farmene della licenza dell’ospedale di Maggiano.

– Perché – chiese lui con aria forzatamente dimessa.

– Perché il soldato Anteo Sparapani, nato a Cevoli il 10 marzo 1897 da Filumena Sparapani e padre ignoto, questo Sparapani non esiste.

– Ma sono io – ribatté Anteo.

– Impossibile. Per me la pratica è chiusa. Devono aver sbagliato nome – e rimase per un po’ ad osservarlo al di sopra delle lenti.

– Come chiusa?

– Certo. Se proprio insisti, devi recarti allo stato civile del tuo comune di nascita. Se non risulterai morto, ce lo faranno sapere e riapriremo il foglio matricolare… Fra l’altro, questo Sparapani, morto il 18 ottobre sul fronte della II Armata, risulta decorato con medaglia di bronzo «alla memoria».

– Diamine! – commentai – Se gliel’assegnarono «alla memoria», la confermeranno al morto risuscitato.

– Sarebbe da vedersi! – commentò il maresciallo burocrate – Il Comando della II Armata l’assegnò al morto in quanto era morto. Chissà se toccherà al vivo, ammesso che sia quello.  

 

Riccardo Marchi, L’antimilitarista, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1980, pp. 301

 

Jean Rabe, tipo poco raccomandabile e frequentatore di bassifondi librari.

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