Otello Gaggi

«Sono impossibilitato di potermi guadagnare il pezzo del pane necessario alla vita quotidiana poiché sono tenuto in considerazione di controrivoluzionario che per la rivoluzione tutto perdette, famiglia paese genitori parenti io che da 12 anni lontano dal mio paese e sempre detti la mia attività a beneficio della rivoluzione. Oggi senza colpa il caso ironico mi fa colpire da color che si dicono i sostenitori e i difensori delle vittime della reazione borghese.» (Otello Gaggi, lettera del 2 maggio 1935)

gaggiOtello Gaggi nacque a San Giovanni Valdarno nel 1896, fu anarchico, partecipò ai movimenti di lotta operaia degli anni venti e pagò con l’esilio la sua opposizione al fascismo. Riuscì, dopo varie vicissitudini, a riparare in Russia dove — innocente — restò impigliato nella trama di sospetti e delazioni dell’ambiente italiano in Russia, subendo la terribile repressione staliniana che lo condurrà alla morte in prigionia nel 1945

È una storia assai triste, non solo perché in Russia Otello fu accusato di essere un controrivoluzionario, condannato ed infine morto di stenti. In lui e nella sua dolorosa vicenda è facile incontrare lo stesso anelito di libertà e giustizia sociale che animarono i tanti che per un momento credettero che la Russia potesse essere il luogo in cui prendeva forma quella rivoluzione proletaria a lungo sognata, salvo poi scontrarsi con la realtà di un regime totalitario che per violenza ed efferatezza, nulla aveva da invidiare a quello fascista.

Questa biografia, ripubblicata oggi in edizione riveduta ed ampliata grazie a nuovi documenti adesso disponibili, non può lasciare insensibile il lettore, poiché nel tracciare così accuratamente la vita di quest’uomo ci dà il privilegio di seguirne da vicino i passi.
Infatti, leggere i documenti ufficiali che lo riguardano, così come le lettere più intime ad amici e familiari, ci conduce dentro il mondo del giovane operaio di San Giovanni Valdarno, dalle lotte operaie alla Ferriera, agli scontri contro le squadre fasciste, fino alla ricerca di un luogo dove riparare; senza dimenticare la vita che gira comunque intorno ad un ragazzo prima ed a un giovane uomo poi. Ovviamente Otello s’innamora, avrà delle compagne, in particolare in Russia, e delle figlie; aspetti anche questi molto importati per riuscire a ricostruire la sua tormentata vicenda sovietica.

In effetti i personaggi coinvolti sono tanti, ma forse è la presenza femminile quella che salta maggiormente agli occhi: innanzi tutto c’è la sorella Rita che da San Giovanni tiene, come può, i contatti col fratello fuoriuscito, ci sono le compagne russe di Otello e le sue figlie. Ma c’è anche un’altra donna in Russia che sarà decisiva nella sua storia. Dina Ermini, nata anch’essa a San Giovanni Valdarno ed anche lei rifugiata in Russia, sarà addetta all’ufficio quadri del Komintern e molte saranno le sue responsabilità su questa vicenda, nonché in quelle di altri ugualmente perseguitati in quegli anni a Mosca. Anche su di lei pesa la responsabilità della morte di Otello anzi, forse maggiormente su di lei, sia per il ruolo che ricopriva in Russia, sia per i legami di parentela che la univano alla famiglia Gaggi.
Ma c’è di più: ancora nel dopoguerra si rifiuterà di raccontare la verità ai familiari che cercavano disperatamente notizie sulla fine di Otello, chiudendosi dietro un muro di reticenze colpevole e disumano.

La vicenda di Otello ebbe un’eco internazionale e questo libro che ne ricostruisce la storia in modo così accurato ed avvincente, rende forse un briciolo di giustizia ad un uomo che viene definito “archetipo di vittima dei totalitarismi noventeschi”.
Otello Gaggi che fu ugualmente vittima del fascismo e dello stalinismo, patì anche del servilismo e dell’ottusità del PCI. Leggere oggi la sua storia e ricordarsi, una volta di più, che ogni autoritarismo è germe di violenza e maledettamente pericoloso, è un tutt’uno.

 

 

Giorgio Sacchetti, Otello Gaggi. Vittima del fascismo e dello stalinismo, BFS edizioni, 2015, nuova edizione riveduta e aumentata.

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libri & sconfinamenti

  1. Giorgio Sacchetti

    grazie di cuore x la bella recensione, scritta davvero con sentimento

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  2. da leggere, assolutamente! grazie

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