Le formiche

«A diciotto chilometri del pomeriggio, cioè nove minuti prima che l’orologio battesse dodici colpi, visto che faceva i centoventi all’ora e per giunta in automobile, Phaéton Bougre si fermò sul ciglio della strada ombrosa, obbedendo al richiamo di un pollice puntato in avanti, prolungamento di un corpo promettente.»

boris vianBoom: il libro giusto al momento giusto, poiché solo un libro come questo poteva tirarmi fuori dalle grinfie dell’inverno. In effetti, non so se sia la mancanza di luce, il freddo insistente, oppure – come qualcuno va dicendo in giro – una mia naturale tendenza al letargo; fatto sta che in questo periodo dell’anno anche le azioni più semplici assumono connotazioni omeriche e ormai ho smesso di contare le sere in cui mi addormento col libro in mano.

Per fortuna che è arrivato Boris Vian a tirarmi fuori da questo torpore grazie ad un libro decisamente esplosivo. Undici racconti, uno più originale dell’altro, con tinte che vanno dal cupo al fosco, in generale niente di troppo allegro e probabilmente niente che consiglierei di leggere ad uno stomaco debole, ma quest’ultimo punto, ovviamente, è del tutto opinabile.

In ciascun testo, fino all’ultima parola, non sai mai cosa aspettarti: potrebbe inorridirti come deliziarti, ma devi attraversarlo tutto per scoprirlo, perché non c’è verso di intuire prima cosa stia bollendo in pentola e dove quel diavolo di Boris Vian intenda portarti. L’inventiva – nella maggior parte dei testi – regna sovrana grazie ad una fantasia estremamente ricca e fortemente nutrita anche dall’esperienza e dalle libertà linguistiche delle avanguardie novecentesche.

Caviamoci il dente subito, così sgombriamo il campo: questi racconti mi sono piaciuti tutti, qualcuno di più, qualcuno di meno è naturale, ma in ciascuno ho trovato qualcosa che ha catturato la mia attenzione e che alla fine mi ha fatto pensare che Boris Vian fosse un vero genio.

Le formiche, nella moltitudine di personaggi, situazioni surreali, animali parlanti, tracciano un quadro vivo di uno scorcio di novecento difficile da raccontare. Attraverso queste storie Vian ci parla della guerra, della violenza, della brutalità, dell’alienazione di chi non riesce a comunicare col prossimo, dell’indifferenza, dellla solitudine, dell’amore “tradito” e di tanta morte – fisica e spirituale – che forse è il vero fil rouge che lega tutti i racconti.

Osservandole da vicino queste storie non ho potuto fare a meno di pensare che fossero esattamente come un concerto jazz: non lo puoi sapere prima se il concerto sarà favoloso oppure un’autentica catastrofe, devi esserci, ascoltare e stare alla sorte. Soprattutto devi essere disponibile all’ascolto con la testa e col cuore liberi da ogni sorta di preconcetto.
Lo stesso identico patto di disponibilità e abbandono fiducioso lo pretende Boris Vian perché se si pensa di leggere questi racconti con occhio incline alla fredda analisi al microscopio si rischia di trovarsi in mano un pugno di mosche e di non capirci un bel niente.
Sono storie da assaporare e gustare, anche quando il sapore può inizialmente sconcertare e sembrare inusuale.
Infatti, per quel che mi riguarda, è stato necessario con questo libro fidarmi senza starci troppo a pensare, solo così  sono riuscita a cogliere tutta la bellezza e la dolorosa attualità di questi racconti.

Sono consapevole che il paragone jazzistico sia quanto di più scontato si possa tirar fuori quando si parla di Boris Vian, tuttavia per questi racconti il parallelo col jazz è inevitabile, sia perché tanta musica attraversa queste storie, sia perché proprio come spesso accade con questo genere di musica è proprio quello che non capisci subito che ti riserva le emozioni più belle, così come alla fine sono proprio i passaggi più aspri e violenti quelli che ti lasciano intravedere tutta la profondità e la grande umanità di un autore come Boris Vian.

 

Boris Vian, Le formiche, Marcos y Marcos, 2013, collana “mini Marcos”

Informazioni su Aspettando il caffè (Stefania)

libri & sconfinamenti

  1. Sconcertante, inusuale, come un concerto jazz… sei una vera tentazione! 😉 Questo è un altro di quegli autori che mi mancano e che dovrò prima o poi sondare.

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