“Rime”, Gustavo Adolfo Bécquer

«La mia vita è un deserto,
fiore che tocco appassisce;
nel mio cammino fatale
qualcuno va seminando il male
affinché io lo raccolga.»

(Rima LX)

Gustavo Adolfo Bécquer

Gustavo Adolfo Bécquer

Juan Ramón Jiménez marcò a fuoco la scuola poetica sivigliana definendola “la del instante parado”, ovvero una poetica cristallina, pura se vogliamo, ma che forse per il grande poeta andaluso era priva di anima. Ciò nonostante, fu proprio quella scuola neoclassica la culla del poeta spagnolo Gustavo Adolfo Bécquer (1836-1870), uno dei più importanti esponenti di quel romanticismo mancato spagnolo che tanto dà da penare a chi scrive di storia della letteratura.

In effetti non si può rinchiudere Bécquer in una poetica strettamente romantica, poiché egli, pur utilizzando temi di stampo romantico, seppe declinarli in modo del tutto personale, fino a raggiungere e prefigurare preoccupazioni che saranno in auge nel secolo successivo.
Tanta poesia spagnola del novecento non può prescindere da Bécquer e il suo influsso fu notevole su tanti poeti. Oltre al già citato Juan Ramón Jiménez anche Rubén Darío, Dámaso Alonso, Luis Cernuda, Jorge Guillén, Antonio Machado e Rafael Alberti, gli debbono qualcosa, per non parlare del materiale critico che alcuni di loro hanno prodotto intorno all’opera del poeta sivligliano.

Su Gustavo Adolfo Bécquer credo che potrei parlare una settimana, poiché le sue opere mi causarono una delle mie prime “sbornie letterarie”: scoprire che amavo alla follia la lingua spagnola e leggere tutto quello che Bécquer aveva scritto, fu un tutt’uno. Di questa “ubriacatura” oltretutto si rese complice anche la mia insegnante di spagnolo dell’epoca che abilmente mi spacciava sotto banco tutto quello che in epoca pre-internet non si riusciva a trovare in giro facilmente.

Fu il mio amore adolescenziale e detto questo molti di voi adesso andranno a leggere un altro blog; altri invece sono certa che avranno provato qualcosa di simile nella loro vita e staranno sorridendo bonari. Come tutti gli amori giovanili, fu poi sostituito da amori più maturi e consapevoli, ma ahimè meno cocenti. Ciò nonostante i suoi libri mi fanno ancora compagnia, tanto che, crescendo, ho potuto apprezzare meglio tutta la potenza e la grazia della sua opera.

Bécquer scrisse poesia durante tutta la sua vita e parte della sua produzione apparve in riviste letterarie, ma la raccolta che poi costituirà le Rime, subirà un sofferto destino editoriale che si concluderà solo nel 1871  dopo la morte del poeta e grazie alla buona volontà degli amici.

Da un punto di vista stilistico la poesia di Bécquer ha una perfezione formale invidiabile, ma ciò che colpisce maggiormente, almeno la prima volta che lo si legge, è la straordinaria sintesi di cui è capace. Alcuni componimenti sono talmente sintetici e completi da apparire ingannevolmente “semplici”. A questo proposito fu proprio Bécquer ad insegnarmi una delle cose più importanti sulla poesia e sulla letteratura in genere, ovvero che la semplicità non esiste. Niente in letteratura è più difficile da raggiungere della semplicità e della sintesi; niente costa più lavoro di un verso che scorre da solo. Va da sé che se la semplicità non esiste, non occorre certo insistere sul fatto che oltretutto non sia mai spontanea, ma figlia di un duro e continuo lavoro.

Il libro delle Rime raccoglie 79 componimenti, più un’introduzione scritta da Bécquer in cui si illustra la sua poetica. Ovviamente come già accennato, i temi tipicamente romantici sono preponderanti, sebbene buona parte della poesia di Bécquer sia pervasa da un’ansia che non esiterei a definire novecentesca. Chissà se egli stesso aveva contezza di questa sua poetica così anticipatrice quando sul letto di morte chiese all’amico Augusto Ferrán “se è possibile pubblicate i miei versi. Ho il presentimento che da morto sarò più e meglio conosciuto che da vivo”.

Ma ora basta, parola al poeta e giudicate voi, sebbene una poesia sola possa dire ben poco…

RIMA LVI

Oggi come ieri, domani come oggi,
e sempre uguale!
Un cielo grigio, un orizzonte eterno
e camminare, camminare…

Muovendosi a ritmo come una stupida
macchina il cuore:
la turpe intelligenza del cervello
addormentata in un angolo.

L’anima, che aspira a un paradiso,
lo cerca senza fede,
fatica senza scopo, onda che si avvolge
ignorando perché.

Voce che incessante con lo stesso tono
canta la medesima canzone.
Goccia d’acqua monotona che cade
e cade, senza cessare.

Così scorrono i giorni
uno dopo l’altro, senza posa;
oggi lo stesso di ieri…, e tutti,
senza gioia né dolore.

Oh, a volte mi ricordo sospirando
dell’antico dolore!
Amaro è il dolore, ma almeno
soffrire è vivere!

Difficile dare delle indicazioni bibliografiche oltre all’edizione di riferimento (in spagnolo) a cura di Rafael Montesinos. In italiano sicuramente è da tener presente la traduzione di O. Macrì che credo sia ancora reperibile. Purtroppo non mi sono mai posta il problema di leggere Bécquer in italiano e non escludo che in giro vi siano anche altre valide traduzioni. Tuttavia, se così non fosse, forse sarebbe proprio giunto il momento di provvedere, magari proponendo un’edizione in formato digitale.

Informazioni su Aspettando il caffè

libri & sconfinamenti

  1. Hai ragione a dire che la semplicità costa fatica, non solo per scrivere romanzi o poesie ma anche per fare una recensione come si deve, che sia accurata, sintetica e soprattutto comprensibile. E tu, al riguardo, sei sempre brava. Grazie per avermi fatto conoscere un poeta che fino a questo momento ignoravo… Bellissima poesia, molto intensa e intimistica.

    Mi piace

  2. Pingback: Bécquer, seconda parte | Aspettando il caffè...

  3. Pingback: India. Complice il silenzio | Aspettando il caffè

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: