Sputerò sulle vostre tombe

boris-vian“Quella sera mi sono guardato allo specchio e mi sono messo a ridere, a mia volta. Con quei capelli biondi, pelle bianca e rosa, non rischiavo proprio nulla. Li avrei fregati tutti.” (p.29)

Fin dove può portare l’odio e la sete di vendetta?

Sputerò sulle vostre tombe racconta di come Lee Anderson, un nero “bianco”, si prenda la sua terribile vendetta nei confronti di quella società bianca e razzista che aveva ucciso suo fratello.
Pianifica la sua vendetta freddamente: prima si fa accettare all’interno della comunità e poi fa scempio di due ricche ragazze, elette a capro espiatorio di tutta la sua rabbia e di tutto il dolore patito dalla sua gente.

Boris Vian, la cui biografia meriterebbe un post a sé, scrisse questo breve romanzo nel ’46, per scommessa e in quindici giorni, dietro richiesta dell’editore il quale voleva un romanzo a tinte forti, proprio come quelli di certi autori americani che andavano per la maggiore in quel momento. Detto, fatto. Un romanzo americano scritto meglio di come avrebbe potuto fare un americano vero. Così finto da essere assolutamente vero. Talmente credibile da suscitare un vero e proprio scandalo con tanto di accusa di offesa alla morale e conseguente processo.

È un romanzo che scorre veloce e brucia come un liquore bevuto d’un fiato. In esso Vian ci consegna una scrittura capace di una sintesi e di una chiarezza estremi. Effettivamente il romanzo è breve ma non avrebbe bisogno di una pagina in più: è perfetto, tanto nello svolgimento della vicenda quanto nell’accuratezza con cui si descrivono gli aspetti per così dire “psicologici” dei personaggi, protagonista in testa.
Quel che è certo è che la storia di come Lee Anderson soggioga le sorelle Asquith non vi lascerà indifferenti: il linguaggio è crudo, volutamente violento, ma non  gratuito. Esso è al servizio dell’odio del protagonista, un rancore che si è nutrito del disprezzo dei bianchi e dei soprusi da essi perpetrati.

Boris Vian (1920-1959) fu tante cose, laureato in ingegneria, fu traduttore, scrisse romanzi, poesie, libretti, drammi e canzoni, fra le quali non si può non citare la celebre Il disertore.
Ma fu anche attore, ballerino, critico musicale, appassionato di jazz ed eccellente trombettista (tanto da aver suonato con Duke Ellington e Miles Davis).
Di sicuro fu un personaggio in vista e spesso si distinse per la sua critica verso le istituzioni, le convenzioni e soprattutto le discriminazioni di ogni tipo.

Vi consiglio di leggerlo, sia questo, sia La schiuma dei giorni, un altro dei capolavori di Vian che Raymond Queneau non esitò a definire «la più struggente storia d’amore moderna mai scritta»

 “L’essenziale, nella vita, è dare giudizi a priori su tutto. In effetti, sembra che le masse stiano sempre dalla parte del torto, e che gli individui abbiano sempre ragione. Bisogna tuttavia stare attenti a non dedurre nessuna regola di condotta da questa constatazione: certe regole non hanno bisogno di essere formulate per essere eseguite. Sono solo due le cose che contano: l’amore, in tutte le sue forme, con belle ragazze, e la musica di New Orleans e di Duke Ellington. Tutto il resto è da buttar via, perché è brutto…” (dalla prefazione de La schiuma dei giorni).

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Boris Vian, Sputerò sulle vostre tombe, Marcos y Marcos, 1998

Informazioni su Aspettando il caffè (Stefania)

libri & sconfinamenti

  1. Non conoscevo questa storia. Adesso faccio qualche ricerca e mi documento!
    Baci carissimo e spero passerai nel mio ultimissimo post!
    Luna

    Mi piace

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