Soc(h)i 2014… Tuscan Style

Soci '14

di Paolo Roverani

La Toscana non è altro che un palazzo rinascimentale abitato da rissosi e chiassosi coinquilini.
Abbiamo ben poco in comune, lucchesi con senesi, grossetani con carrarini e, soprattutto, pisani con livornesi.
Siamo diversi in tutto e di questo ne facciamo un vanto, la diversità del conterraneo infatti non è altro che l’ammissione della nostra individuale superiorità. Non della sua inferiorità però, concetto troppo poco rivoluzionario e, diciamocelo, minimalista.

Ma… se c’è una cosa che ci rende altezzosamente simpatici, insopportabilmente snob e democraticamente uguali , è proprio la nostra visione comune di “Toscanità” .
Che è qualcosa che non può essere definito.
Un dono che hai o non hai, che fiuti nell’altro a distanza, che ostenti inconsapevolmente e che magicamente incassa sovente un sorriso.

È il brivido alla schiena che ho istintivamente provato mentre leggevo la notizia: “Scambiano Soci con Sochi, la notizia fa il giro del web”.

Un (falso) dispaccio di agenzia ha lanciato la notizia che un gruppo di giornalisti canadesi era arrivato a Soci, nel Casentino in provincia di Arezzo, dopo aver confuso Soci con… Sochi.

Nel frattempo un gruppo di socini, o socisti o forse visto che siamo in Toscana è più appropriato definirli socialisti, hanno preparato una serie di scatti sotto il cartello Soci che li ritrae nelle varie discipline sciistiche, slittino, sci, sci nordico e perfino i tifosi con i cartelli in mano “Soci 2014”. Ma vestiti alla socialista, sciarpe e maglioni di lana grossa, giacche a vento anni ’70, berretti demodè e colbacchi. Anche un tedoforo con una fiaccola storta di paglia che corre. Una evidente presa di distanza dal glitter delle olimpiadi Tuscan Style .

La notizia ha spopolato sul web, anche i giornali all’estero ne hanno parlato, insomma… la solita burla dei soliti toscani.

Ma la cosa che in qualità di sano maschio toscano adulto, cresciuto con il dominante e malsano riferimento culturale di “Amici Miei”, sistematicamente mi sorprende va ben aldilà della genialità dell’idea, dell’esecuzione e della risonanza mediatica. Quello che veramente apprezzo è che tutte queste “bischerate” sono sempre organizzate da gruppi di amici, che siano le teste di Modigliani scolpite con un Black n’Decker , i sederi mostrati a Berlusconi in cerca dell’ennesima villa nel Chianti o gli sciatori con il colbacco sull’erba.
Nel 2008 in una località in provincia di Livorno chiamata “la California” i “californiani” hanno organizzato le elezioni del 44esimo Presidente degli Stati Uniti in concomitanza con quelle oltre oceano. Con seggi, schede e exit poll. Ci sono state perfino code ai seggi e un plebiscito bulgaro per Obama con il 93,6% dei voti.

Non è la bischerata in sè l’obiettivo quanto il condividerla con gli amici che rende la cosa intrinsecamente irripetibile, un rito inclusivo, un atto straordinariamente intimo.

Ma soprattutto ci rendiamo conto che ogni volta che leggiamo di burle con russi e californiani, teste nei fossi o qualsiasi altra genialata escogitata a tavolino in un bar scalcinato di periferia, il primo sorriso che strappiamo alla fine è sempre quello più importante e sincero.
Il nostro.

Ps. Desidero ringraziare di cuore Aspettando il Caffè per avermi dato l’opportunità di scrivere nel suo blog.

.

La foto delle “Olimpiadi di Soci” è di Enrico Gori

Informazioni su Collaboratori di Aspettando il caffè

libri & sconfinamenti

  1. Da Torino, tutto il mio amore a voi toscani. Siete una meraviglia!

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  2. L’ha ribloggato su noisuXeroie ha commentato:
    … ma un smetto mia di scrive sà?!?!

    Ringrazio Aspettando il Caffè per la gentile ospitalità concessa a un blogger auto-esiliato…

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  3. o mrinc!…guarda che il mio blog languisce! se vuoi c’è un posticino por un tuo post.icino! 🙂

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  4. solounoscoglio

    ma che combini? stai tentando di depistarci?

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    • Faccio come Dante che scriveva in cambio di ospitalità in quanto esiliato.
      Solo che io sarei (sarei non sono) più simpatico e soprattutto non sono fiorentino. Due pregi non male.
      Ma lo è la padrona di casa! ( e nonostante questo ospita un pisano … strani stì toscani come ho detto)

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  5. Comunque: ora e sempre Pisa Merda!

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    • Censurare non mi piace anche perché del tuo commento ne rispondi tu.
      Tuttavia, siccome è la mia pagina, quello che hai scritto non mi piace, non è nemmeno divertente.
      Quel che è certo è che non ti sei sprecato troppo.

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      • E’ un amico che con me è in confidenza. Poi temo Livornese per giunta, quindi non ti degnar di loro ma …
        Comunqe hai ragione, in casa altrui bisogna essere boni.
        Quindi… Boni bimbi, boni. (anche i livornesi)

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      • Mi spiace avere disturbato. Ti assicuro che lo spirito era genuinamente toscano, come è assolutamente toscano il salutarsi insultando la mamma dell’amico che hai davanti. Hai ragione: mi sono sprecato nulla per scrivere il commento, e questo per me è il peccato maggiore, perche’ adoro scrivere. Scusami di nuovo, e cerca di capire un lucchese d’una certa età che a volte -spesso- va sopra le righe. A Pisa oramai vivo la maggior parte della mia vita, tra l’altro… Buona vita, davvero.

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        • Nessun disturbo, sicuramente io ho frainteso e mi dispiace molto.
          Da fiorentina capisco lo spirito della frase, però a volte quando l’espressione è scritta è un po’ difficile da valutare.
          Perdonami se sono stata “secca”, spero che avremo un’altra chance per presentarci meglio.
          Grazie per aver precisato, non era dovuto, ma senza dubbio ti fa onore.

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    • ma scherzi Barney?
      la sola cosa grave è che sei lucchese.
      E Pisa Me…a solo i livornesi lo possono dire e scrivere. Hanno il copirait e ne sono gelosi.
      Ma un primo ministro lucchese no??? Lui si che farebbe risparmià!!!!

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  6. Cicciiiiiiiiii, ma vieni a scroccare pure un invito nelle case altrui, e ti fai pure offrire il caffè, scommetto…ma chi ti ospita sa che sei un omone col tutone e i superpoteri che cela la sua vera identità nascondentoti a Firenze? Eh, lo sa, lo sa?

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