La cicciona

“A quanto pareva, poiché l’amore legale guarda sempre dall’alto il suo confratello libero, dovevano fare con la loro dignità di spose una sorta di barriera contro quella venduta e svergognata” (p. 23)

la ciccionaHo trovato questo sorprendete racconto di Maupassant mentre ero in cerca di libri da regalare per Natale, finendo così per tornare a casa con due libri in più di quanto preventivato…

Il racconto è contenuto nell’antologia Les soirées de Médan (1880), una sorta di manifesto della scuola realista francese, in cui si trovano anche componimenti di Zola, Huysmans, Céard, Henique e Alexis.

La storia narra del viaggio intrapreso da nove persone, di estrazione sociale molto differente, verso il porto di Les Havres durante l’occupazione prussiana. Fra di loro ricchi borghesi, commercianti, nobili antirepubblicani, un liberale, due suore e una prostituta piuttosto in carne, la cicciona del titolo.

Il viaggio dei nove incontra notevoli difficoltà sia per le condizioni atmosferiche sia per il clima di guerra; ma la difficoltà maggiore risulta essere quella di riuscire a far convivere nove persone così diverse fra di loro.

Non posso raccontarvi l’intreccio senza rovinarvi la lettura, per cui a sforzo mi trattengo, e vi dico solamente che in più di un’occasione i personaggi approfittano volentieri della Cicciona ma tutti, suore in testa, sono incredibilmente pronti a dimenticare i favori ricevuti non appena la protagonista si trovi in difficoltà e bisognosa di aiuto.

Tutti sordi, tutti incapaci di vedere pur condividendo lo spazio angusto di una carrozza.

È evidente l’intento “didattico” di Maupassant ma esso non è volto solo a dimostrare che “dai diamanti non nasce niente”, ma vuole anche evidenziare l’ipocrisia di quella società borghese e benestante i cui membri, quando si trovano ad avere fame, considerano opportuno accettare il cibo della Cicciona; viceversa trovano disdicevole condividere con lei perfino un uovo sodo e non esitano a rimpinzarsi davanti a lei, ignorandola completamente.

Nel loro egoismo tutti, eccetto il liberale, la spingono a compiere un atto a cui lei si era fermamente e fieramente opposta; e quando ne traggono il beneficio sperato, arricciano il naso di fronte a quella ragazza e si schifano della sua condotta morale.

“Non c’era nessuno che la guardasse io pensasse a lei. Si sentiva affondare nel disprezzo di quegli onesti farabutti che prima l’avevano sacrificata e poi respinta come una cosa sporca e inutile.” (p. 75)

Ovviamente il racconto è degno di un maestro poiché nella sua semplicità non manca di nulla, e la storia, seppur breve, riuscirà sicuramente ad appassionarvi.

Guy de Maupassant, La Cicciona, Stampa Alternativa, 2013

Informazioni su Aspettando il caffè (Stefania)

libri & sconfinamenti

  1. Non lo conoscevo in verità, ma sembra un racconto molto interessante!
    Luna

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  2. Maupassant è un maestro della novella. Ho letto Bel Ami qualche anno fa e mi era piaciuto molto.

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