La distruzione di Kreshev

Singer-la-distruzione-di-KreshevL’incontro con il diavolo in letteratura è estremamente interessante. In base a quelle che sono le dinamiche della letteratura fantastica ciò che razionalmente viene respinto dall’immaginario di una società (la morte, la malattia, il denaro il potere, il sesso) torna facilmente in libertà nei personaggi e nei temi letterari.

Accade così che la paura della morte si travesta da fantasma o da zombi, oppure che i nostri desideri repressi assumano le vesti del diavolo, il principe di ciò che è proibito. Un incontro con lui può significare per un personaggio l’accesso ad un mondo segreto e represso, fargli dimenticare la separazione fra bene e male, rendendolo così libero di varcare i limiti imposti dalla società al sapere e alla morale.

Ma questo sarebbe troppo poco e troppo semplice. Almeno non abbastanza per farci della buona letteratura. Quel che conta è come la figura del diavolo sia un escamotage letterario che consente di proiettare verso l’esterno il contrasto insito nel protagonista oppure nella società di cui si sta raccontando.

Nel racconto di Isaac B. Singer, è niente meno che il diavolo in persona a descriverci perché arrivò a Kreshev, un paesino polacco del tutto trascurabile, e come portò alla distruzione la sua gente. Ma a voler ben leggere la storia, quando il diavolo si presenta a Kreshev altro non fa che amplificare i desideri e le perversioni, l’indole se vogliamo dire così, di alcuni personaggi.

Egli esaspera a tal punto i due sposi nelle loro rispettive presunzioni, dubbi e perversioni da riuscire a trascinare l’intero paese nel baratro. La fede cede il posto al peccato e attraverso lussuria, adulterio e calunnie ognuno disfa se stesso.

Tutti quanti cadono nella rete, tutti tranne uno: il padre di Lise che non si lascia travolgere dalla tempesta.

Io, lo Spirito Maligno, cercai di indurre in tentazione il padre addolorato e di allontanarlo dalla via del bene, colmandogli lo spirito di malinconia, poiché questo è lo scopo per cui il Creatore mi ha mandato sulla terra. Ma Red Bunim mi ignorò… è noto che il mio potere si esercita soltanto su coloro che pongono in dubbio le decisioni divine, e non su coloro che si comportano piamente. (p. 73-74).

L’espediente stilistico di far raccontare la storia in prima persona proprio al maligno è assolutamente perfetto: egli ci racconta con minuzia la vicenda pur mantenendo anche un certo distacco, come se in fondo la cosa non lo riguardasse più di tanto. Tuttavia, paradossalmente, è proprio attraverso le sue parole che scendiamo nel profondo dell’animo dei protagonisti e attraverso di lui ci lasciamo condurre ad una riflessione sulla fede, sul peccato e sul libero arbitrio.

Isaac B. Singer, La distruzione di Kreshev, Guanda, 1992 (oppure stessa traduzione in Il Sole 24 Ore, allegato nella collana “I libri della domenica”, Racconti d’autore n. 59, Milano, 2012)

Informazioni su Aspettando il caffè (Stefania)

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