I primi sette anni

Malamud-I-primi-sette-anni-e-altri-racconti1Prima dei libri, amo la storia dei libri. Ecco perché le librerie dell’usato, le bancarelle e i mercatini sono la mia passione. Comprare un libro nuovo di pacca in libreria non mi dà la stessa gioia di uno usato e vissuto, scovato a fatica fra pile di altri libri.

Per questo motivo era da più di una settimana che ripetevo, tipo mantra, al quel pover’uomo di mio marito: “sabato andiamo alla Fortezza, sabato andiamo alla Fortezza…” dove dal almeno due anni si tiene la trasferta fiorentina di Libri sotto i portici, il grande mercato di libri che si svolge a Castel Goffredo (MN).

C’era d’ogni bene, libri vecchi, antichi e rari; stampe, giornali, fumetti, libri per ragazzi, dischi in vinile, insomma, una vera overdose. Vi giuro, alla fine ero stravolta e giravo in tondo quasi ubriaca, non so come sono riuscita ad arrivare in fondo, so solo che alla sera sono crollata sul divano stile orso in letargo; segno questo che anche i’ curturale può stancare parecchio.  

Il bottino di guerra però è stato scarsino: purtroppo le nostre finanze son quel che sono e noialtri al massimo possiamo spingerci ad acquistare edizioni degli anni ’70 e nemmeno troppo rare. Per cui siam tornati a casa mesti mesti con solo due libri, continuando a ripeterci che non è per forza necessario acquistare, anche solo vedere quei bei libri è di per sé fonte di gioia.

Un po’ come quando da piccola il mio babbo prometteva di portarmi al Piazzale Michelangelo a veder mangiare il gelato, la stessa cosa.

Ma tornando a parlare di libri, e soprattutto al tema iniziale di questo post, I primi sette anni di Bernard Malamud, è capitato fra le mie mani con una storia tutta sua già sulle spalle.

Si tratta di una piccola edizione, solo quattro racconti, estratti dalla raccolta edita dalla Minimum Fax Il barile magico, ed allegata qualche tempo fa ad un quotidiano. Evidentemente l’acquirente di quel giornale non deve aver gradito l’omaggio e ha abbandonato il librino da qualche parte in quel delle Cure, dove prontamente lo ha raccolto mio suocero che nel giro di poco ha incontrato me e su due piedi ha deciso di regalarmelo.

Il testo raccoglie quattro racconti davvero amabili e nella loro brevità riescono sorprendentemente a delineare gli aspetti e i tormenti dei personaggi. Lo stile di Malamud è molto evocativo senza essere pesante e risulta particolarmente apprezzabile la capacità di tratteggiare le sofferenze dei protagonisti o dei comprimari con poche pennellate.

In particolare ho trovato molto interessante il celebre racconto I primi sette anni (veramente da leggere), dove si percepisce in modo palpabile il dolore di un profugo e i tormenti di un padre per il futuro della propria figlia.
Altro testo da segnalare è l’altrettanto famoso Il barile magico, viaggio mistico/pratico nella vita di un rabbino in cerca di moglie.
Gli altri due racconti sono La ragazza dei miei sogni, che mi ha convinto a metà e L’angelo Levine, dal tema molto interessante ma che a mio personalissimo giudizio pecca di uno svolgimento un po’ troppo prevedibile.

Su tutti l’ambientazione ebreo-americana è straordinaria, così come l’elemento mistico che si infiltra in ogni racconto anche quando il tema non è espressamente religioso, conferendo ad essi un forte spessore, al punto da farmi ripromettere di cercare al più presto la raccolta completa, magari in qualche bella libreria dell’usato.

Bernard Malamud, I primi sette anni, edizione tratta da Il barile magico, Minimum Fax, 2011

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