Galeotto fu il libro

“Bibliotecari che distribuiscono i libri ai lettori? Proprio no so dove andremo a finire” (p.96)

Ian Sansom

Ian Sansom

Le foto degli autori apposte a mo’ di santino nei risvolti o nelle quarte di copertina non mi piacciono quasi mai, neanche se si tratta del fratello bello di Johnny Depp, ma stavolta mi sa che ho trovato l’eccezione alla regola, sebbene non si tratti del fratello bello di Johnny Depp.

Avevo già adocchiato le storie del “Bibliobus di Tundrum” ma ancora non ero riuscita a leggere niente, se non che, quando mi è capitato sotto mano questo volume, non saputo resistere alla faccia simpatica e paciosa di Ian Sansom.
Il libro è divertente e pimpante proprio come il sorriso del suo autore che, detto fra di noi, ha la faccia di uno che la sa lunga, stile zio un po’ matto, il solo che hai veramente voglia di vedere al pranzo di Natale.

La storia narra le vicende di Israel Armstrong, “timido e nevrotico” bibliotecario che a bordo del bibliobus di Tundrum (cittadina dell’Irlanda del Nord) viene suo malgrado coinvolto nella sparizione di una ragazzina dark, figlia di un politico in vista. Da qui in poi si vorrebbe imbastire una specie giallo che giallo non è: infatti tutto si risolve abbastanza alla svelta e dove sia andata a finire la ragazzina l’ho capito in tempi soprendentemente rapidi persino io…

Ma onestamente non credo che l’autore puntasse al giallo. In realtà qui si parla di libri, di lettori e del “fantastico mondo” degli addetti ai lavori (bibliotecari, insegnanti & co.). Ci sono momenti davvero esilaranti durante le escursioni di Israel nella scuola di Tundrum per avvicinare i ragazzini alla lettura oppure nella complessa gestione dei titoli “Fuori scaffale”: ovvero testi presenti sul bibliobus ma celati sotto il banco per non impressionare le menti più sensibili.

In particolare nel personaggio di Israel “bibliotecario sovrappeso, mezzo ebreo, mezzo irlandese e vegetariano”, per motivi che non sto a dirvi, ho riscontrato degli aspetti molto vicini ad alcune mie esperienze “culturali” (diciamo così) degli ultimi anni.
Ad esempio, tu pensi di avvicinare giovani menti al piacere della lettura e dello studio ed invece ti ritrovi ragazzi che ti chiedono Harry Potter quando ti va bene, Moccia quando ti va male.

Ci vorrebbe ogni tanto il collega di Israel, Ted, che quando la situazione sul bibliobus diventa ingestibile inizia a gridare “Expelliarmus” e tutti i ragazzini finalmente si calmano ed iniziano a dargli ascolto. Chissà, potrei provare anch’io…

Ian Sansom, Galeotto fu il libro, Edizioni Tea 2011

Informazioni su Aspettando il caffè (Stefania)

libri & sconfinamenti

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