Noi la farem vendetta

noilafaremvendettaNel post precedente avevo già accennato a questo romanzo e visto che si tratta di un libro e di un autore che amo molto, ho pensato che fosse il caso di dedicargli qualche riga in più. Inoltre, proprio oggi, ricorre l’anniversario della strage di Reggio Emilia dove durante una manifestazione sindacale, nel 1960, morirono cinque operai a seguito dell’intervento delle forze dell’ordine che agirono in accordo con l’allora governo Tambroni.

Per chi non conosce Paolo Nori (Parma, 1963) è un po’ complicato spiegare il suo stile sempre in equilibrio fra colloquiale e letterario, e magari la cosa migliore sarebbe affrontarlo iniziando dal suo popolarissimo secondo romanzo, Bassotuba non c’è, che per me resta un capolavoro. Ma questa è solo una cosa detta così, en passant, il lettore fa sempre ciò che vuole sia chiaro, tanto è vero che quando mi dicono che una cosa andrebbe fatta in un certo ordine a me vien subito voglia di fare l’esatto contrario.

Pertanto, iniziate anche da questo libro con l’augurio che anche voi restiate stregati da Paolo Nori e che vi venga voglia di leggere anche tutti gli altri.

Questo romanzo è straordinariamente potente e il modo di Nori di raccontare gli eventi, alternando la cronaca storica ai fatti della sua vita quotidiana e della sua esperienza di padre, è un escamotage che restituisce in modo ancora più drammatico la vicenda.

La prosa di Paolo Nori in questo romanzo è un altalena, proprio come quella della sua Irma, che oscilla fra l’Italia del 1960 e quella di oggi (il romanzo è del 2006) e all’inizio vi sembrerà che una cosa non c’entri niente con l’altra, ma andate avanti, lasciate fluire la lettura e scoprirete che non è affatto così.

Il titolo, se qualcuno non l’avesse riconosciuto, è un verso della celebre canzone Figli dell’officina che l’io narrante usa per addormentare la sua bambina, ma è anche un punto fondamentale del romanzo. Infatti non è una storia «buonista» e di fronte a quello che ci viene raccontato la prima reazione che sicuramente abbiamo è: vogliamo vendetta. Certo, poi interviene la nostra educazione, la nostra cultura e la certezza che la vendetta non restituisce i morti, ma alla fine del romanzo si trova anche la vendetta perfetta per chi compie simili atrocità: non vi svelo nulla, ma vi anticipo che lo può capire anche una bimba di nemmeno un anno, come la figlia di Nori in questo romanzo.

Paolo Nori, Noi la farem vendetta, Feltrinelli, 2006

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