La follia del Re Dom Sebastião

Battaglia di Alcácer Quibir

Battaglia di Alcácer Quibir

da MENSAGEM (1934) di Fernando Pessoa (1888-1935)

Dom Sebastião, Rei de Portugal

Louco, sim, louco, porque quis grandeza
Qual a Sorte a não dá.
Não coube em mim minha certeza;
Por isso onde o areal está
Ficou meu ser que houve, não o que há.
Minha loucura, outros que me a tomem
Com o que nela ia.
Sem a loucura que é o homem
Mais que a besta sadia,
Cadáver adiado que procria?

Dom Sebastião, Re del Portogallo

Pazzo, sì pazzo, perché volli grandezza
Come la Sorte non dà.
Superiore a me fu la mia certezza;
per questo là sull’arenile
restò il mio essere che fu, non ciò che è.
La mia pazzia, che altri me la prendano
Con ciò che in essa stava.
Senza la pazzia che cos’è l’uomo
Se non sazia bestia,
cadavere differito che procrea?

Traduzione di Antonio Tabucchi in Fernando Pessoa, Una sola moltitudine, vol. II, ed. Adelphi, Milano, 1984, 2000.

Mensagem è un testo ortonimo di Fernando Pessoa (1888-1935) ed è l’unico libro pubblicato in vita, nel 1934, in occasione di un concorso letterario. Mensagem è per certi versi un poema epico in cui si esalta e si canta la storia portoghese, ma non abbiamo un solo eroe come nella tradizione classica, in questo testo “l’eroe” è il popolo portoghese per intero.

È strutturato in singoli componimenti, l’uno staccato dagli altri, il cui filo conduttore è il pensiero di Pessoa circa la storia e il destino del popolo portoghese: ossia una visione messianica in cui i portoghesi sono destinati a rinverdire la loro gloria passata sotto la guida del re dom Sebastião, l’ultimo re della dinastia degli Avis, morto giovanissimo in una rovinosa battaglia contro i mori nel nord Africa.

La battaglia di Alcácer Quibir (1578) fu un’impresa devastante: più di 50.000 portoghesi partirono in crociata verso il Nord Africa e morirono quasi tutti. A seguito di questa sfortunata impresa nacque la leggenda del re Dom Sebastião che “deve tornare” dal momento che il suo corpo non fu mai ritrovato. La sua figura divenne mitologica in quanto fu l’ultimo re dell’età dell’oro del paese (l’epoca delle scoperte) e perché dopo di lui il Portogallo precipitò in un periodo buio nel quale perse anche l’indipendenza: il re non aveva eredi diretti e il regno fu annesso a quello spagnolo fino al 1640.

Nei primi anni del ‘900 il Portogallo si trova ad affrontare l’ennesimo momento difficile della sua storia nazionale e Pessoa, con Mensagem, si rivolge ad un popolo in profonda decadenza nel tentativo di risvegliarlo riproponendogli gli antichi miti, sopratutto utilizzando il mito del re Dom Sebastião che già dalla fine dell’ottocento aveva ripreso a circoalre con forza nel paese.

Per Pessoa la follia di Dom Sebastião non sta nell’impresa temeraria ma nell’aver osato sfidare il destino. È una follia sana perchè l’eroe è tale proprio nel compiere azioni non comandate dalla razionalità. Sull’arenile rimane il corpo, ma la forza e l’ambizione del Re non muoiono con lui, ma vivono e vengono lasciate a chi verrà dopo di lui. “La mia pazzia che altri me la prendano”: ecco il passaggio di testimone al nuovo popolo portoghese a cui consegna il suo desiderio di conquista e il sogno di grandezza per i quali è morto.

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